Ricordo che molti anni fa c'era un programma (forse un gioco a quiz) per il quale si poteva giocare da casa tramite un telecomando apposito.
Qualcuno lo ricorda?
Telecomandino per giochi a premi...
- NIPPON
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Telecomandino per giochi a premi...
Il cartone animato è un piacere! Se non è giapponese, che piacere è? 


- mazingerobot
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Re: Telecomandino per giochi a premi...
si me lo ricordo benissimo, era il 1991 credo, si chiamava Quizzy il telecomando ed anche il gioco se non erro, condotto da Mike Bongiorno su Canale 5, dovrei avere ancora il giornale che lo reclamizzava, il telecomandino l'ho perso forse, anche se non ho mai capito come potesse funzionare e se abbia mai funzionato
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Milko Canale 5
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Il famoso "Quizzy" venduto tra il 1993 e il 1994.
C'è l'avevo pure io.
In realtà quel telecomando non funzionava. Sapete perchè?
Perchè i programmi delle reti allora Fininvest (oggi Mediaset) a cui con "Quizzy" si poteva giocare erano registrati!
Avrebbe funzionato se questi programmi fossero andati in onda in diretta!
C'è l'avevo pure io.
In realtà quel telecomando non funzionava. Sapete perchè?
Perchè i programmi delle reti allora Fininvest (oggi Mediaset) a cui con "Quizzy" si poteva giocare erano registrati!
Avrebbe funzionato se questi programmi fossero andati in onda in diretta!
- mazingerobot
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Re:
ma come avrebbe fatto a funzionare? cioè presuppongo che la nostra antenna di casa avrebbe anche dovuto ritrasmettere il segnale del telecomandino e una stazione ricevente avrebbe dovuto raccoglierlo...cosa tecnicamente impossibile se non erro, o sbaglio?Milko Canale 5 ha scritto: Avrebbe funzionato se questi programmi fossero andati in onda in diretta!
- NIPPON
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Re: Telecomandino per giochi a premi...
Quindi, come si dice a Roma, è stata 'na sola?
Ricordo del telecomando... ma non della polemica al riguardo...
Ricordo del telecomando... ma non della polemica al riguardo...
Il cartone animato è un piacere! Se non è giapponese, che piacere è? 


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Milko Canale 5
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Re: Telecomandino per giochi a premi...
Ve lo spiego io:
Quizzy, già sperimentato in Spagna sull’emittente Telecinco, era un piccolo telecomando, venduto presso la Standa, gli autogrill e le edicole, al prezzo di 39.800 lire. All'interno delle trasmissioni "La ruota della fortuna" e "Tutti per uno" (in seguito anche "La ruota d'oro", "Anteprima" e "I bellissimi di Retequattro"), Mike Bongiorno, dopo aver comunicato un codice d'accesso, proponeva al pubblico una serie di 4 o 5 quesiti a risposta multipla. Il pubblico a casa, doveva rispondere premendo i tasti corrispondenti alla risposta esatta. Se tutto era stato digitato correttamente, lampeggiavano una spia rossa e una verde, e il piccolo altoparlante incorporato nel telecomando suonava una sintesi elettronica dell'"Inno alla Gioia" di Beethoven. Solo con la conferma della musichetta, si sapeva di aver risposto esattamente alle domande e bisognava di conseguenza inviare ad un numero di telefono (il famoso 144) la soluzione del gioco. A rispondere era una segreteria telefonica con la voce di Mike Bongiorno (sostituito in seguito da un anonimo speaker). Alla richiesta, si doveva avvicinare il Quizzy al ricevitore, premere un tasto del telecomando, facendo così sentire una stringa audio di segnali che conteneva i dati. Il chip riusciva a registrare l'orario in cui erano state date le risposte, oltre che il numero di matricola del telecomando. Se si riusciva ad entrare nella classifica dei più veloci a rispondere, si potevano vincere diversi premi, il cui valore variava in base ai tempi di risposta. In contemporanea, la rivista "Tutto Quizzy" offriva altre possibilità di gioco e dava le risposte ai quiz proposti nelle varie trasmissioni.
Nonostante il tentativo di dipingerlo come l'avvio della tv interattiva, si trattava di un banalissimo giochino prememorizzato. Nel circuito interno dell'apparecchio erano semplicemente memorizzate tutte le domande e risposte dei diversi quiz, note ovviamente agli autori dei programmi e preparate con diversi mesi d'anticipo. Ogni partita era comprensiva di un codice di accesso di 6 cifre, nonché di alcuni quesiti a risposta multipla. In base a quelle combinazioni, note agli autori dei quiz, si preparavano le domande, in modo da far corrispondere le risposte corrette ai codici memorizzati. Il meccanismo del gioco, non aveva quindi, assolutamente nulla di interattivo.
In poche parole non c’era nessun "collegamento" fra il televisore piuttosto che la trasmissione in onda ed il telecomando; Tant'è che non c’era nessun sistema di puntamento a raggi infrarossi.
La novità tanto osannata da Bongiorno, riuscì ad incuriosire il pubblico; Vennero venduti numerosi telecomandi, ma ben presto, dall’entusiasmo iniziale si passò alla delusione e alla rabbia. Le numerose trasmissioni che avrebbero dovuto dare la possibilità al pubblico di partecipare, furono in realtà soltanto 5, alcune delle quali in onda per poche settimane. Il quiz "Tutti per uno" andò in onda esclusivamente dal 30 settembre al 30 dicembre del 1993, per sole 13 puntate, e dall'11 ottobre 1993 anche a "La ruota della fortuna". L'anno successivo (1994) "La ruota d'oro" soltanto 3 appuntamenti (21 e 28 gennaio e 4 febbraio), il 29 aprile, senza particolari motivazioni, Mike interrupe il gioco. A scatenare il disappunto dei telespettatori, è soprattutto la mancata trasparenza del gioco. E', infatti, impossibile verificare e confrontare i tempi di risposta di ciascuno. Inoltre, l’aver dato la risposta esatta ed aver speso per la telefonata, non garantisce la vittoria di un premio. Già, perché per dare le risposte con il "Quizzy", bisognava, come già detto, telefonare al 144. Ogni chiamata al 144 costava da 450 a 2500 lire al minuto, a seconda delle fasce d'abbonamento. Soldi che andavano in parte alla Sip (ora Telecom Italia), in parte a una società del gruppo Fininvest, che com'è ovvio, gestiva il servizio. A queste lamentele, si aggiunse anche il mancato recapito dei premi vinti. Insomma, quello che doveva rappresentare una rivoluzione per la tv, alla fine si rivela, uno dei più grandi flop degli anni '90. Già a primavera del 1994, il telecomando acquistato per ben 40.000 lire, da migliaia di italiani, non serve più a nulla.
Quizzy, già sperimentato in Spagna sull’emittente Telecinco, era un piccolo telecomando, venduto presso la Standa, gli autogrill e le edicole, al prezzo di 39.800 lire. All'interno delle trasmissioni "La ruota della fortuna" e "Tutti per uno" (in seguito anche "La ruota d'oro", "Anteprima" e "I bellissimi di Retequattro"), Mike Bongiorno, dopo aver comunicato un codice d'accesso, proponeva al pubblico una serie di 4 o 5 quesiti a risposta multipla. Il pubblico a casa, doveva rispondere premendo i tasti corrispondenti alla risposta esatta. Se tutto era stato digitato correttamente, lampeggiavano una spia rossa e una verde, e il piccolo altoparlante incorporato nel telecomando suonava una sintesi elettronica dell'"Inno alla Gioia" di Beethoven. Solo con la conferma della musichetta, si sapeva di aver risposto esattamente alle domande e bisognava di conseguenza inviare ad un numero di telefono (il famoso 144) la soluzione del gioco. A rispondere era una segreteria telefonica con la voce di Mike Bongiorno (sostituito in seguito da un anonimo speaker). Alla richiesta, si doveva avvicinare il Quizzy al ricevitore, premere un tasto del telecomando, facendo così sentire una stringa audio di segnali che conteneva i dati. Il chip riusciva a registrare l'orario in cui erano state date le risposte, oltre che il numero di matricola del telecomando. Se si riusciva ad entrare nella classifica dei più veloci a rispondere, si potevano vincere diversi premi, il cui valore variava in base ai tempi di risposta. In contemporanea, la rivista "Tutto Quizzy" offriva altre possibilità di gioco e dava le risposte ai quiz proposti nelle varie trasmissioni.
Nonostante il tentativo di dipingerlo come l'avvio della tv interattiva, si trattava di un banalissimo giochino prememorizzato. Nel circuito interno dell'apparecchio erano semplicemente memorizzate tutte le domande e risposte dei diversi quiz, note ovviamente agli autori dei programmi e preparate con diversi mesi d'anticipo. Ogni partita era comprensiva di un codice di accesso di 6 cifre, nonché di alcuni quesiti a risposta multipla. In base a quelle combinazioni, note agli autori dei quiz, si preparavano le domande, in modo da far corrispondere le risposte corrette ai codici memorizzati. Il meccanismo del gioco, non aveva quindi, assolutamente nulla di interattivo.
In poche parole non c’era nessun "collegamento" fra il televisore piuttosto che la trasmissione in onda ed il telecomando; Tant'è che non c’era nessun sistema di puntamento a raggi infrarossi.
La novità tanto osannata da Bongiorno, riuscì ad incuriosire il pubblico; Vennero venduti numerosi telecomandi, ma ben presto, dall’entusiasmo iniziale si passò alla delusione e alla rabbia. Le numerose trasmissioni che avrebbero dovuto dare la possibilità al pubblico di partecipare, furono in realtà soltanto 5, alcune delle quali in onda per poche settimane. Il quiz "Tutti per uno" andò in onda esclusivamente dal 30 settembre al 30 dicembre del 1993, per sole 13 puntate, e dall'11 ottobre 1993 anche a "La ruota della fortuna". L'anno successivo (1994) "La ruota d'oro" soltanto 3 appuntamenti (21 e 28 gennaio e 4 febbraio), il 29 aprile, senza particolari motivazioni, Mike interrupe il gioco. A scatenare il disappunto dei telespettatori, è soprattutto la mancata trasparenza del gioco. E', infatti, impossibile verificare e confrontare i tempi di risposta di ciascuno. Inoltre, l’aver dato la risposta esatta ed aver speso per la telefonata, non garantisce la vittoria di un premio. Già, perché per dare le risposte con il "Quizzy", bisognava, come già detto, telefonare al 144. Ogni chiamata al 144 costava da 450 a 2500 lire al minuto, a seconda delle fasce d'abbonamento. Soldi che andavano in parte alla Sip (ora Telecom Italia), in parte a una società del gruppo Fininvest, che com'è ovvio, gestiva il servizio. A queste lamentele, si aggiunse anche il mancato recapito dei premi vinti. Insomma, quello che doveva rappresentare una rivoluzione per la tv, alla fine si rivela, uno dei più grandi flop degli anni '90. Già a primavera del 1994, il telecomando acquistato per ben 40.000 lire, da migliaia di italiani, non serve più a nulla.
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- mazingerobot
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Re: Telecomandino per giochi a premi...
ah capito...avevo sospettato qualcosa...mi verrebbe da dire : che figli di una passeggiata archeologica!!
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ufo allarme rosso
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- Iscritto il: lun dic 28, 2009 16:37
Re: Telecomandino per giochi a premi...
La novità tanto osannata da Bongiorno, riuscì ad incuriosire il pubblico; Vennero venduti numerosi telecomandi, ma ben presto, dall’entusiasmo iniziale si passò alla delusione e alla rabbia. Le numerose trasmissioni che avrebbero dovuto dare la possibilità al pubblico di partecipare, furono in realtà soltanto 5, alcune delle quali in onda per poche settimane. Il quiz “Tutti per uno” andò in onda esclusivamente da ottobre del 1993 a gennaio del 1994, per sole 13 puntate. “La ruota d’oro” soltanto 3 appuntamenti, ed anche a “La ruota della fortuna”, dopo alcuni mesi, da un giorno all’altro e senza particolari motivazioni, Mike interrupe il gioco. A scatenare il disappunto dei telespettatori, è soprattutto la mancata trasparenza del gioco. E’, infatti, impossibile verificare e confrontare i tempi di risposta di ciascuno. Inoltre, l’aver dato la risposta esatta ed aver speso per la telefonata, non garantisce la vittoria di un premio. Già, perché per dare le risposte con il “Quizzy”, bisognava, come già detto, telefonare al 144. Ogni chiamata al 144 costava da 450 a 2500 lire al minuto, a seconda delle fasce d’ abbonamento. Soldi che andavano in parte alla “Sip” (ora Telecom), in parte a una società del gruppo Fininvest, che com’ è ovvio, gestiva il servizio. A queste lamentele, si aggiunse anche il mancato recapito dei premi vinti. Insomma, quello che doveva rappresentare una rivoluzione per la tv, alla fine si rivela, uno dei più grandi flop degli anni 90. Già a primavera del 1994, il telecomando acquistato per ben 40.000 lire, da migliaia di italiani, non serve più a nulla.[/quote]
Flop per chi abboccò! Per chi c'era dietro mi sa fu un successo, preciasamente un successo il cui nome, alla terz'ultima e penultima lettera, aveva sempre la "f" di flop, ma non fu un flop...
Flop per chi abboccò! Per chi c'era dietro mi sa fu un successo, preciasamente un successo il cui nome, alla terz'ultima e penultima lettera, aveva sempre la "f" di flop, ma non fu un flop...