Riporto a tal proposito un articolo storico de "La Stampa" datato martedì 6 agosto 1991:
Con una lettera spedita alcuni giorni fa l'emittente televisiva «Telecupole» rivendica la paternità e la proprietà del suo telegiornale, il cui nome, «Tg4», viene usato da lunedì scorso anche da Retequattro.
Nella raccomandata, inviata personalmente a Silvio Berlusconi si afferma che «la dizione "Tg4" è stata ed è utilizzata in Piemonte e Liguria per le distribuzioni delle edizioni del telegiornale di Telecupole». Il «Tg4» dell'emittente di Cavallermaggiore viene trasmesso in tre edizioni quotidiane (12:40-19:30-22:30) in Piemonte e Liguria. Vi lavorano dieci pubblicisti e dieci tecnici, distribuiti nelle tre redazioni di Cavallermaggiore, Torino e Alassio. Ad insorgere contro «sua emittenza» sono stati il presidente della società Pier Maria Toselli e il direttore dell'informazione Beppe Ghisolfi. Proprio quest'ultimo afferma «di aver inventato il nome del telegiornale dopo che lo stesso, nei primi mesi di vita, era denominato "Spazio 4"». «Ritengo - afferma Beppe Ghisolfi - che questo nome ci appartenga perché, anche se la testata giornalistica registrata si chiama Telecupole, si tratta di un marchio di un nostro prodotto, noto a decine di migliaia di ascoltatori. Quando si è proprietari di un giornale, automaticamente si possiedono anche gli eventuali supplementi e rubriche. Per analogia "Tg4", realizzato da Telecupole, appartiene a questa emittente e nessun altro può appropriarsene».
Di diverso avviso, ovviamente, la «Fininvest» che, fino a ieri, non aveva risposto alla missiva di Pier Maria Toselli e Beppe Ghisolfi. «Il fatto è - aggiunge Ghisolfi- che in questo paese a Berlusconi tutto è concesso. Sarebbe forse stato meglio da parte nostra procedere alla registrazione anche del marchio "Tg4", ma nella sostanza riteniamo di essere dalla parte della ragione». Il futuro di questa vicenda dipende dalle mosse che farà la «Finivest». Secondo l'avvocato Gianni Vercellotti di Cuneo «esistono comunque i presupposti per una battaglia legale». Non sembra, però, essere questa la cosa che interessa maggiormente ai responsabili di Telecupole. «Il problema - conclude Ghisolfi - è soprattutto morale e deontologico. Con tanti nomi che si possono inventare, perché utilizzare proprio il nostro?
Ancora una volta in provincia nascono idee impunemente "scippate" altrove. Ci auguriamo, e anche per questo abbiamo protestato con la "Fininvest", che questa prassi cessi definitivamente».
Vista la situazione attuale è chiaro che Telecupole abbia perso contro la Fininvest.