Raccontare un personaggio non è sempre una cosa facile, ancor meno lo è farlo in un’ora di tempo televisivo, attraverso immagini e testimonianze; se poi il soggetto ha compiuto da poco tempo 70 anni e l’anno prossimo festeggerà 50 anni di giornalismo, per affrontare il compito ci vuole coraggio.
Sor Quinto potere è il titolo dello speciale che l’autore e regista televisivo Luca Martera dedica a Maurizio Costanzo e che andrà in onda il 12 novembre su Raidue (ore 23 e 20), nell’ambito del programma La storia siamo noi di Giovanni Minoli. La monografia ripercorre tutta la carriera del popolare anchorman dagli esordi fino alla maturità: dal giornalismo al cabaret, dalla radio alla tv, senza dimenticare i suoi lavori nella musica, nel teatro e nel cinema. Lo speciale rende omaggio tra il serio e il faceto attraverso una selezione di materiali rari e le testimonianze di molti suoi amici, colleghi e addetti ai lavori.
Anche le sigle, in qualche modo, saranno oggetto di indagine, visto che appariranno spezzoni da Bontà loro, Acquario, Grand'Italia, mentre Gianni Boncompagni parlerà della sigla del Maurizio Costanzo Show composta con Franco Bracardi.
Mi permetto di segnalare l'intervista che ho fatto all'autore del programma e che ospito nel mio blog:
http://gamma83.wordpress.com/2008/11/10 ... a-martera/
Buona lettura e buona visione
Maurizio Costanzo, "Sor 5° Potere"
Maurizio Costanzo, "Sor 5° Potere"
Ultima modifica di gamma83 il lun nov 10, 2008 22:46, modificato 1 volta in totale.
Complimenti vivissimi per la bella intervista e grazie per l'informazione. Un programma da registrare assolutamente. FRA, ci pensi tu?
ps: peccato che Costanzo, negli ultimi 12-13 anni, si sia reso corresponsabile del decadimento della tv privata. Prima cancellando le telenovelas, genere nobile e amatissimo, poi diffondendo attraverso i suoi programmi e quelli della moglie quanto di peggio potesse offrire la realtà sociale italiota.
ps: peccato che Costanzo, negli ultimi 12-13 anni, si sia reso corresponsabile del decadimento della tv privata. Prima cancellando le telenovelas, genere nobile e amatissimo, poi diffondendo attraverso i suoi programmi e quelli della moglie quanto di peggio potesse offrire la realtà sociale italiota.
Fra' Siglomane, il missionario delle sigle tv
- boffoviridis
- Messaggi: 282
- Iscritto il: gio set 13, 2007 8:04
Io non darei tutta questa colpa a Maurizio Costanzo. Ovviamente la tv privata di oggi è veramente un immondezzaio di trasmissioni, tranne alcuni esempi isolati. Purtroppo la tv privata deve seguire le logiche del mercato e della concorrenza, che non premiano la qualità, come molti ancora ingenuamente continuano a credere e a sostenere, ma la massificazione e l'appiattimento verso il basso.
Se le trasmissioni insulse che oggi Maurizio Costanza fa vedere sono seguite da molta gente, la colpa è della gente che, invece di snobbarle, le guarda e ne parla. Maurizio Costanzo non fa altro che dare alla gente ciò che la gente effettivamente vuole.
Se le trasmissioni insulse che oggi Maurizio Costanza fa vedere sono seguite da molta gente, la colpa è della gente che, invece di snobbarle, le guarda e ne parla. Maurizio Costanzo non fa altro che dare alla gente ciò che la gente effettivamente vuole.
“Sedendo tranquillo senza fare nulla, arriva la primavera e l’erba cresce” Pensiero Zen
Sono in totale disaccordo con Boffoviridis.
La tv non la fa la gente, ma gli autori e i dirigenti televisivi. La gente, spesso, non avendo i soldi per permettersi il satellite, è costretta a vedere ciò che passa il convento.
Se Berlusconi, esemplificando al massimo, decidesse di introdurre a Canale 5 programmi in prima serata sullo stile dei cari vecchi varietà o dei cari vecchi sceneggiati, il pubblico premierebbe comunque la scelta. Proprio come la premiava vent'anni fa.
Se Berlusconi, svegliandosi una mattina, decidesse di vietare donnine scollate nei suoi programmi, lo share non si abbasserebbe.
Se Berlusconi decidesse di mandare in onda, che so, su Italia 1 dalle 20,30 alle 21,00, filmati di trasmissioni storiche Mediaset (inclusi per esempio i grandi eventi sportivi), il pubblico gradirebbe eccome.
Si tratta quindi, a mio avviso, esclusivamente di NON VOLONTA' dirigenziale (e, a monte, di IGNORANZA, CATTIVO GUSTO e INCOMPETENZA STORICO-TELEVISIVA).
La tv non la fa la gente, ma gli autori e i dirigenti televisivi. La gente, spesso, non avendo i soldi per permettersi il satellite, è costretta a vedere ciò che passa il convento.
Se Berlusconi, esemplificando al massimo, decidesse di introdurre a Canale 5 programmi in prima serata sullo stile dei cari vecchi varietà o dei cari vecchi sceneggiati, il pubblico premierebbe comunque la scelta. Proprio come la premiava vent'anni fa.
Se Berlusconi, svegliandosi una mattina, decidesse di vietare donnine scollate nei suoi programmi, lo share non si abbasserebbe.
Se Berlusconi decidesse di mandare in onda, che so, su Italia 1 dalle 20,30 alle 21,00, filmati di trasmissioni storiche Mediaset (inclusi per esempio i grandi eventi sportivi), il pubblico gradirebbe eccome.
Si tratta quindi, a mio avviso, esclusivamente di NON VOLONTA' dirigenziale (e, a monte, di IGNORANZA, CATTIVO GUSTO e INCOMPETENZA STORICO-TELEVISIVA).
Fra' Siglomane, il missionario delle sigle tv
- boffoviridis
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- Iscritto il: gio set 13, 2007 8:04
Queste componenti ci sono sempre e, purtroppo, hanno grande influenza, ma non sono le uniche. Su tutto incombe sempre quella famigerata cosa che è l'auditel che, secondo me, non rispecchia assolutamente il gusto del pubblico, ma che per i pubblicitari e, di conseguenza, per le TV private rappresenta la sacra bibbia.siglomane ha scritto:Si tratta quindi, a mio avviso, esclusivamente di NON VOLONTA' dirigenziale (e, a monte, di IGNORANZA, CATTIVO GUSTO e INCOMPETENZA STORICO-TELEVISIVA).
Ho notato parecchie volte come, in presenza di due programmi in onda contemporaneamente, uno quasi intelligente e l'altro assolutamente da decerebrati, quest'ultimo otteneva un maggiore successo in termini di pubblico auditel. Quindi i dirigenti delle TV private, di fronte a tali dati, premiano i programmi stupidi perchè, in teoria, più visti.
Ad esempio, i reality sono calati molto rispetto a qualche tempo fa proprio perchè l'auditel aveva sancito che non erano più richiesti. Se quindi vengono ancora proposti programmi assurdi invece di qualcosa di più furbo e intelligente è perchè vengono visti, sempre secondo l'auditel. La gente, se vuole, dirige la sua attenzione ad altro, come dimostra la dinamica dei reality. Perciò, un programma sopravvive perchè piace e non perchè non ci sono alternative.
Ovviamente è anche vero che non vengono proposte alternative dalle TV private, ma a loro interessa avere spettatori, rilevati sempre secondi i dati auditel, e non fate TV di qualità.
Ci sarebbe poi tutto un discorso legato all'auditel, ma si andrebbe fuori tema.
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- boffoviridis
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- Iscritto il: gio set 13, 2007 8:04
Re:
Non ricordo in che programma hanno fatto vedere il suo incontro con David Letterman!

Come si sia potuto vendere così al trash ancora non me lo spiego!siglomane ha scritto:poi diffondendo attraverso i suoi programmi e quelli della moglie quanto di peggio potesse offrire la realtà sociale italiota.
Veramente!?! Ah, però!*ONGAKU* ha scritto:Ricordo che con disgusto parlò del primo Grande Fratello