Ripensando ai primi periodi di Canale 5, ricordo la quantità enorme di publicità che interrompeva in qualsiasi momeno senza nessuna logica.
Perciò, mi chiedevo se qualcuno ricordasse, quanto durava in genere un break pubblicitario e quanti break si contavano all'interno di un solo programma?
Sarebbe interessante fare la differenza con oggi!
I blocchi pubblicitari erano parecchi, alcuni superavano i 5 minuti, lo so perchè ho visionato delle registrazioni dell'epoca. Sul numero non saprei, dipendeva anche dal tipo di programma (se film, talk show, telefilm, ecc.) e dalla fascia oraria (mattino, pomeriggio, sera, notte)... e poi mediamente erano proprio più lunghi gli spot, spesso accompagnati dai loro bravi jingle, oggi un po' meno frequenti...
Ultima modifica di debussy78 il dom set 08, 2013 1:51, modificato 1 volta in totale.
Durante la prima puntata di Superflash, l'indimenticato Mike Bongiorno, annunciava che all'interno della sua trasmissione, della durata di un'ora e mezza, c'erano solo otto minuti di pubblicità, distribuita ogni 20/25 minuti.
Posso darti dei numeri generali: nel mese di ottobre 1986 canale 5 trasmise per 1.339.200 secondi, la pubblicità occupò 213.678 secondi per una media giornaliera di 265 spot
A parità di secondi di trasmissione Rai 1 ebbe pubblicità per 78.144 secondi (90 spot). Rai 2 62.515 (75 spot), Rai 3 7.113 (8 spot).
Aggiungo che Canale 5 trasmetteva più spot di tutte le altre principali reti private, ma non distaccava di molto Italia 1 e Rete 4.
Una ricerca realizzata fra il dicembre 1988 e il gennaio 1989, della durata complessiva di 7 giorni (dalle 7 alle 2 del mattino), ha calcolato che sulle 3 reti RAI e sulle 3 reti del gruppo Fininvest (Rete 4, Canale 5, Italia 1) sono apparsi sul video 936 spot per un totale di 9384 volte.
(dal libro "Crescere con lo spot" di Gianni Statera, Sara Bentivegna, Mario Morcellini - Nuova Eri Edizioni RAI, 1992)
wow ragazzi...davvero tanti spot!!
Pur essendo un numero impressionante, già nel 1988 credo che siano stati prefissati certi limiti.
Perciò credo che tra il 1980 e 1984 i numeri fossero aiddirittura superiori!
Dal 1° marzo 1986 sulle reti dell'allora gruppo Fininvest (oggi gruppo Mediaset) la pubblicità venne diminuita del 30% solo nella fascia oraria dalle 20.30 alle 0.30.
Ultima modifica di Milko Canale 5 il dom set 08, 2013 16:29, modificato 3 volte in totale.
Grazie per la conferma....ricordavo di questa diminuzione, perchè nei primi anni 80 era davvero tanta...quasi insopportabile! sarebbe interessante avere dati in tal senso!
Occorre comunque segnalare che ancora nel 1989 sorsero in Italia manifestazioni di massa contro l'abuso delle interruzioni pubblicitarie specialmente durante la messa in onda dei film, tanto che lo stesso Federico Fellini inventò in quell'occasione lo slogan "Non si interrompe un'emozione":
da segnalare peraltro che da parte delle tv private non mancarono contrarietà a tali proteste, arrivando anche a trasmettere "spot a favore degli spot":
Nel 1995 tali manifestazioni riuscirono a far sì che gli italiani si esprimessero in un quesito referendario, per comprendere se la maggioranza voleva o no che fossero mantenute queste interruzioni in tale quantità e modalità (il risultato fu che la maggioranza decise che le interruzioni di quel tipo potevano essere ancora trasmesse):
Come scrissi in un'altra discussione: dal 31 maggio 1989 i film trasmessi alle 20.30 su Canale 5, Italia 1 e Retequattro ebbero meno interruzioni pubblicitarie, due pause per tempo (ed è proprio in quel contesto che nacque il famoso bumper con lo slogan "Lo spettacolo continua" con il jingle composto da Augusto Martelli).
Durante il referendum del 1995, andavano in onda alcuni spot, contrari al "si".
Ne ricordo in particolare uno con Riccardo Rossi che spiegava "il rischio" di una minore qualità televisiva a fronte di una diminuzione della pubblicità.
Gli spot iniziarono trenta giorni prima il referendum(giovedì 11 maggio 1995) su decisione della Corte Costituzionale, nonostante le varie polemiche sulla "non obiettività" degli spot in onda.
manuele ha scritto:Durante il referendum del 1995, andavano in onda alcuni spot, contrari al "si".
Ne ricordo in particolare uno con Riccardo Rossi che spiegava "il rischio" di una minore qualità televisiva a fronte di una diminuzione della pubblicità.
siamo al 2013 la percentuale pubblicitaria è aumentata e il livello qualitativo è diminuito e non di poco