Stiamo parlando de "La felicità non si compra" che debuttava lunedì 27 maggio 1985 alle ore 20:30.
Vi espongo a tal proposito un articolo de "La Stampa" datato lunedì 13 maggio 1985:
Il 20 maggio sul circuito Rete A andrà in onda "La felicità non si compra", prima, autentica telenovela italiana, con tutte le carte in regola per inserirsi sul mercato internazionale. La protagonista è una veterana, la regina messicana del genere Veronica Castro. Il numero di puntate previsto, centodieci, è all'altezza delle buone tradizioni sudamericane (anche se la media è leggermente superiore, sulle centocinquanta puntate), cosi come sudamericani sono dieci fra regista (lo specialista Vincente Sesso), tecnici capo e direttori di produzione che hanno imbastito e diretto il faticosissimo fumettone televisivo. Di italiano, oltre ai capitali (investiti nell'impresa dall'editore Peruzzo, proprietario di Rete A), c'è lo sfondo della vicenda, imperniata sui drammi a lieto fine di due sorelle messicane che ereditano un terzo di una grande villa in Lombardia. Alla conferenza stampa di presentazione della nuova telenovela, i rappresentanti di Rete A si sono però scusati col pubblico affermando di non poter essere precisi sulla data di partenza del nuovo serial-fiume, che, se continuerà a piovere, dovrà essere rimandato almeno di una settimana. Il fatto è che le novelas sono trasmesse quasi in diretta, e le prime scene di "La felicità non si compra" prevedono esterni di pomeriggi assolati, impossibili da registrare con vari giorni d'anticipo senza rischiare di aumentare i costi scardinando l'intero meccanismo della produzione del serial. La confezione di una telenovela è molto più somigliante a quella di una "Domenica in" che a quella di uno sceneggiato. Tecnici e attori debbono dare prova di una professionalità al limite del virtuosismo e il sincronismo del lavoro, di tutti deve essere quello di un orologio svizzero. Un episodio di 45 minuti si registra senza fallire in 45 minuti. Occorre uno studio immenso in cui si sistemano i diversi interni nei quali deve svolgersi la puntata. Gli attori aspettano nel posto loro assegnato e quando è il loro turno recitano in presa diretta, senza possibilità di rifare la scena, mentre in sottofondo i tecnici audio registrano sulle loro parole la colonna sonora. Se un attore compare in più sequenze passa velocemente da un interno all'altro, e se deve cambiarsi d'abito cerca di farlo il più velocemente possibile. Ovviamente nella stesura della sceneggiatura si cercherà di ridurre al minimo i casi di apparizioni ravvicinate dello stesso personaggio in due scene diverse. Perché tanta complicazione? Fondamentalmente per ridurre le spese. Una novela mediamente costa 15 milioni di lire a puntata. A parità di prezzo si potrebbe produrre un film con 30 - 35 milioni, cosa che farebbe impazzire di gioia i produttori cinematografici, abituati a considerare irrisoria la cifra di duecento milioni per una pellicola di serie zeta. Le telenovelas vengono cosi prodotte con un brevissimo anticipo sulla data di trasmissione: si registra oggi per andare in onda dopodomani. Questo permette agli autori di modificare la trama a seconda delle preferenze quotidianamente rilevate su un campione di pubblico. Quando uno dei personaggi risulterà ottenere un aumento di gradimento il copione gli concederà più spazio, naturalmente a discapito dei personaggi per i quali l'ascolto-campione avrà mostrato meno interesse. A inventare le vicende delle novelas sono quasi sempre i produttori stessi che ne affidano la sceneggiatura a una o più persone, di norma, profumatamente pagate (circa mille dollari a puntata). Non si tratta però di un lavoro molto facile, tener desto l'interesse su un personaggio per duecento ore di trasmissione non è una fatica da poco. "La felicità non si compra", unico caso al mondo, prima di andare in onda dovrà essere doppiata in italiano. L'operazione comporta una spesa aggiuntiva, comunque abbastanza bassa. Il caso di Vincente Sesso, autore fra l'altro di "Cara Cara" e "Illusione d'amore", venuto in Italia a girare una novela, non dovrebbe essere destinato a restare isolato. In Sudamerica l'inflazione comporta quasi quotidianamente incredibili lievitazioni dei prezzi. In Italia un qualsiasi circuito tv di piccolo cabotaggio dispone di mezzi tecnici e personale adeguato alla produzione di una novela, se non a prezzi bassissimi, almeno a costi più stabili.
L'articolo cita come data di debutto lunedì 20 maggio 1985 ma, mediante un' ulteriore ricerca, credo,salvo smentite, che il debutto slittava di una settimana.
