Il mio vicino Totoro al cinema
Re: Il mio vicino Totoro al cinema
Due domande a Yusaku:
1) c'era tanta gente in sala ?
2) i bambini presenti alla fine del film erano più stupiti, confusi o divertiti ? (o nessuna delle tre) ?
1) c'era tanta gente in sala ?
2) i bambini presenti alla fine del film erano più stupiti, confusi o divertiti ? (o nessuna delle tre) ?
Re: Il mio vicino Totoro al cinema
Un pochino di gente c'era, ma non tanta! Nessun bambino, però ho visto lo spettacolo delle 22.50. 
Re: Il mio vicino Totoro al cinema
Ah, c'era Sabrina Impacciatore. Ma non ho capito se è entrata a vedere Totoro o un altro film. 
Re: Il mio vicino Totoro al cinema
WOW!!!Yusaku ha scritto:Ah, c'era Sabrina Impacciatore
(grazie delle risposte
Re: Il mio vicino Totoro al cinema
E di che! 
Re: Il mio vicino Totoro al cinema
Io andrò a vederlo mercoledì prossimo, non vedo l'ora!
E' un capolavoro proprio perchè rappresenta la semplicità con una freschezza mai vista, inoltre non c'è inquadratura o scelta di regia che non sia studiata fin nei minimi dettagli. Totoro può stupire il bambno che è in noi, ma se si và cercando sequenze fracassone o azione smodata, si resterà delusi. Personalmente l'ho apprezzato di più dopo averlo visto più volte, e superata la soglia dei trent'anni. E' un prodotto per bambini, è vero, ma secondo me per apprezzarlo veramente serve il giusto stato d'animo.
Come disegni e fondali, non è secondo a nessuno nel suo genere.
E' un capolavoro proprio perchè rappresenta la semplicità con una freschezza mai vista, inoltre non c'è inquadratura o scelta di regia che non sia studiata fin nei minimi dettagli. Totoro può stupire il bambno che è in noi, ma se si và cercando sequenze fracassone o azione smodata, si resterà delusi. Personalmente l'ho apprezzato di più dopo averlo visto più volte, e superata la soglia dei trent'anni. E' un prodotto per bambini, è vero, ma secondo me per apprezzarlo veramente serve il giusto stato d'animo.
Come disegni e fondali, non è secondo a nessuno nel suo genere.
- Rosario
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Re: Il mio vicino Totoro al cinema
il critico Paolo Mereghetti del Corriere della Sera, il programma Cinematografo di Rai 1 e il giornalista del Tg1 Vincenzo Mollica commentano il film 'Il mio vicino Totoro'
http://www.youtube.com/watch?v=to1TxN_MUrI
http://www.youtube.com/watch?v=to1TxN_MUrI
Ultima modifica di Rosario il lun set 21, 2009 1:34, modificato 1 volta in totale.
- Rosario
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Re: Il mio vicino Totoro al cinema
Del film hanno parlato altri canali tv e tg ? E i giornali ?
Queste alcune critiche dai quotidiani:
"Sulla scia del grande successo ottenuto dalle ultime pellicole del maestro dell'animazione giapponese, Miyazaki (ultimo in ordine di tempo, 'Ponyo sulla scogliera'), la Lucky Red - che ha distribuito tutti i suoi lavori in Italia - ha deciso di mandare nelle sale un suo film del 1988.
Ebbene sì, vent'anni sono passati da quando Miyazaki ha disegnato le avventure di due sorelline che si trasferiscono con il padre in una casa di campagna i cui dintorni sono abitati dal signor Totoro, che è un fantasma del bosco. Una favola per bambini di grandissima sapienza e incanto
che non dimostra affatto gli anni passati, bensì rinnova la magia di una narrazione che fonde e confonde mondi e realtà, riuscendo a portare bimbi e grandi alle loro più pure emozioni. Un classico dell'animazione in cui Miyazaki dimostra la sua arte e mestiere, proprio perché non vuole spiegare e dimostrare nulla, bensì mettere in piedi sistemi narrativi e immaginativi."
(Dario Zonta, 'L'Unità', 18 settembre 2009)
"Nel 'Mio vicino Totoro' manca quasi del tutto la paura, ingrediente immancabile nei film e cartoons per l'infanzia. Le due sorelline che si trasferiscono col padre in una casa di campagna circondata da un fitto bosco e dominata da un maestoso albero di canfora, si trovano infatti
subito confrontate a misteriose bestiole domestiche o silvestri che apparentemente solo loro vedono. Ma non c'è mai nulla di davvero minaccioso, sul timore prevalgono lo stupore, la meraviglia, il comico, insomma l'appagamento estetico, che nei bambini è fortissimo anche se
nessuno stranamente se ne ricorda mai. E quando la paura arriva, non viene dal mondo incantato scoperto ma dalla concreta seppur temporanea scomparsa della piccola Mei. Oppure dalla malattia della madre, ricoverata in ospedale. Che però non è una tragedia incombente o una minaccia
insopportabile, ma un fatto della vita, un'incognita da esplorare e a cui dare il giusto peso.
Come tutto in questo film che procede di sorpresa in sorpresa con impennate poetiche e gag irresistibili che non ci azzarderemo a raccontare per non guastare il piacere di scoprire di persona i colori, le forme, i suoni grazie a cui Miyazaki ci porta in un mondo mai visto. Con una
capacità di reinventare a colpi di creature fantastiche e di paesaggi più veri del vero la Natura con i suoi prodigi che lascia davvero senza fiato. A tutte le età."
(Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 18 settembre 2009)
"La poetica di Miyazaki c'è tutta, a cominciare dalla coesistenza tra quotidiano e fantastico: così come ci sono i suoi impagabili colori che portano nel disegno a due dimensioni le luci delle diverse ore del giorno."
(Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 settembre 2009)
XL REPUBBLICA
Il magico Totoro
di Luca Raffaelli
Il futuro è prossimo, e dipende solo dal giorno in cui deciderete di andare a vedere "Il mio vicino Totoro", il grande capolavoro del giapponese Hayao Miyazaki (il regista Leone d'oro alla Carriera a Venezia 2005, autore di altri grandi film animati, da "Nausicaa nella valle del vento" a "La città incantata", film Oscar nel 2003). Totoro è del 1988, quando di Miyazaki e del suo Studio Ghibli sapevano solo pochi appassionati.
Venerdì 18, finalmente arriva in edizione italiana al cinema e in tutta la sua bellezza. Dopo tanti aggettivi roboanti ora bisogna spiegare perché li si è scelti. Bene. Diciamo che la spiegazione potrebbe essere questa: Totoro sa raccontare cosa può essere la felicità. Attenzione, però: non lo fa alla fine del film, quando, come nelle storie disneyane, tutti vivono felici e
contenti e infatti scompaiono dallo schermo, perché non c'è più nulla da raccontare. No: Totoro racconta la felicità per tutta la sua durata, anche la felicità quando è commozione, tristezza, paura, tragedia perfino (se non ci credete, è un motivo in più per andarlo a vedere). Il film, ambientato in Giappone, vede protagoniste due bambine, Satsuki e Mei (la prima di 11 anni e la seconda di 4), e il loro papà. C'è anche la mamma nel film, ma non sta con loro, perché in ospedale a curarsi per una lunga malattia di cui non si sa bene. Papà e bambine si trasferiscono in una casa in campagna, dove c'è un mondo tutto da scoprire. E' qui che le bambine incontreranno
Totoro, una sorta di animale magico. Totoro non salverà Satsuki e Mei da nessun mostro cattivo, né farà uscire la mamma dall'ospedale. Ma Totoro c'è, esiste, e questo basta a rendere ancora più bella la vita di due bambine felici. Nonostante la pioggia. Nonostante la malattia della mamma.
Nonostante qualche litigio e qualche urlo. C'è una scena, bellissima, in cui papà e bambine fanno il bagno insieme, così come lo si fa in Giappone. Non accade quasi nulla, c'è già tutto nei silenzi, nei sorrisi, nel tempo che passa tranquillo. Totoro è realismo puro, a cartoni animati. E racconta lo spettacolo della vita.
John Lasseter, creatore della Pixar con il Leone alla carriera pochi giorni fa, ha scritto nell'introduzione a "Starting Point" (il libro uscito negli Usa che raccoglie le conferenze di Miyazaki) che questo film gli ha insegnato a fare cinema. E che la scena in cui le bambine entrano per la prima volta nella loro nuova casa, agendo in maniera diversa perché diverse per
carattere e per età, è da studiare e ristudiare mille volte. Ha ragione. Totoro è bello e fa bene.
Queste alcune critiche dai quotidiani:
"Sulla scia del grande successo ottenuto dalle ultime pellicole del maestro dell'animazione giapponese, Miyazaki (ultimo in ordine di tempo, 'Ponyo sulla scogliera'), la Lucky Red - che ha distribuito tutti i suoi lavori in Italia - ha deciso di mandare nelle sale un suo film del 1988.
Ebbene sì, vent'anni sono passati da quando Miyazaki ha disegnato le avventure di due sorelline che si trasferiscono con il padre in una casa di campagna i cui dintorni sono abitati dal signor Totoro, che è un fantasma del bosco. Una favola per bambini di grandissima sapienza e incanto
che non dimostra affatto gli anni passati, bensì rinnova la magia di una narrazione che fonde e confonde mondi e realtà, riuscendo a portare bimbi e grandi alle loro più pure emozioni. Un classico dell'animazione in cui Miyazaki dimostra la sua arte e mestiere, proprio perché non vuole spiegare e dimostrare nulla, bensì mettere in piedi sistemi narrativi e immaginativi."
(Dario Zonta, 'L'Unità', 18 settembre 2009)
"Nel 'Mio vicino Totoro' manca quasi del tutto la paura, ingrediente immancabile nei film e cartoons per l'infanzia. Le due sorelline che si trasferiscono col padre in una casa di campagna circondata da un fitto bosco e dominata da un maestoso albero di canfora, si trovano infatti
subito confrontate a misteriose bestiole domestiche o silvestri che apparentemente solo loro vedono. Ma non c'è mai nulla di davvero minaccioso, sul timore prevalgono lo stupore, la meraviglia, il comico, insomma l'appagamento estetico, che nei bambini è fortissimo anche se
nessuno stranamente se ne ricorda mai. E quando la paura arriva, non viene dal mondo incantato scoperto ma dalla concreta seppur temporanea scomparsa della piccola Mei. Oppure dalla malattia della madre, ricoverata in ospedale. Che però non è una tragedia incombente o una minaccia
insopportabile, ma un fatto della vita, un'incognita da esplorare e a cui dare il giusto peso.
Come tutto in questo film che procede di sorpresa in sorpresa con impennate poetiche e gag irresistibili che non ci azzarderemo a raccontare per non guastare il piacere di scoprire di persona i colori, le forme, i suoni grazie a cui Miyazaki ci porta in un mondo mai visto. Con una
capacità di reinventare a colpi di creature fantastiche e di paesaggi più veri del vero la Natura con i suoi prodigi che lascia davvero senza fiato. A tutte le età."
(Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 18 settembre 2009)
"La poetica di Miyazaki c'è tutta, a cominciare dalla coesistenza tra quotidiano e fantastico: così come ci sono i suoi impagabili colori che portano nel disegno a due dimensioni le luci delle diverse ore del giorno."
(Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 settembre 2009)
XL REPUBBLICA
Il magico Totoro
di Luca Raffaelli
Il futuro è prossimo, e dipende solo dal giorno in cui deciderete di andare a vedere "Il mio vicino Totoro", il grande capolavoro del giapponese Hayao Miyazaki (il regista Leone d'oro alla Carriera a Venezia 2005, autore di altri grandi film animati, da "Nausicaa nella valle del vento" a "La città incantata", film Oscar nel 2003). Totoro è del 1988, quando di Miyazaki e del suo Studio Ghibli sapevano solo pochi appassionati.
Venerdì 18, finalmente arriva in edizione italiana al cinema e in tutta la sua bellezza. Dopo tanti aggettivi roboanti ora bisogna spiegare perché li si è scelti. Bene. Diciamo che la spiegazione potrebbe essere questa: Totoro sa raccontare cosa può essere la felicità. Attenzione, però: non lo fa alla fine del film, quando, come nelle storie disneyane, tutti vivono felici e
contenti e infatti scompaiono dallo schermo, perché non c'è più nulla da raccontare. No: Totoro racconta la felicità per tutta la sua durata, anche la felicità quando è commozione, tristezza, paura, tragedia perfino (se non ci credete, è un motivo in più per andarlo a vedere). Il film, ambientato in Giappone, vede protagoniste due bambine, Satsuki e Mei (la prima di 11 anni e la seconda di 4), e il loro papà. C'è anche la mamma nel film, ma non sta con loro, perché in ospedale a curarsi per una lunga malattia di cui non si sa bene. Papà e bambine si trasferiscono in una casa in campagna, dove c'è un mondo tutto da scoprire. E' qui che le bambine incontreranno
Totoro, una sorta di animale magico. Totoro non salverà Satsuki e Mei da nessun mostro cattivo, né farà uscire la mamma dall'ospedale. Ma Totoro c'è, esiste, e questo basta a rendere ancora più bella la vita di due bambine felici. Nonostante la pioggia. Nonostante la malattia della mamma.
Nonostante qualche litigio e qualche urlo. C'è una scena, bellissima, in cui papà e bambine fanno il bagno insieme, così come lo si fa in Giappone. Non accade quasi nulla, c'è già tutto nei silenzi, nei sorrisi, nel tempo che passa tranquillo. Totoro è realismo puro, a cartoni animati. E racconta lo spettacolo della vita.
John Lasseter, creatore della Pixar con il Leone alla carriera pochi giorni fa, ha scritto nell'introduzione a "Starting Point" (il libro uscito negli Usa che raccoglie le conferenze di Miyazaki) che questo film gli ha insegnato a fare cinema. E che la scena in cui le bambine entrano per la prima volta nella loro nuova casa, agendo in maniera diversa perché diverse per
carattere e per età, è da studiare e ristudiare mille volte. Ha ragione. Totoro è bello e fa bene.
Re: Il mio vicino Totoro al cinema
Grazie per le recensioni, Rosario 
Io ho visto il film ieri sera, in sala eravamo in pochi (saremmo stati una ventina), e il film, che ben conoscevo, mi è ovviamente piaciuto.
Unica nota dolente, già riportata da Yusaku, ed ahimè costante negli ultimi film ghibli, il non adattamento in lingua italiana.
Per me è un grande limite, per altri un grande pregio...contenti loro...
Io ho visto il film ieri sera, in sala eravamo in pochi (saremmo stati una ventina), e il film, che ben conoscevo, mi è ovviamente piaciuto.
Unica nota dolente, già riportata da Yusaku, ed ahimè costante negli ultimi film ghibli, il non adattamento in lingua italiana.
Per me è un grande limite, per altri un grande pregio...contenti loro...
Re: Il mio vicino Totoro al cinema
Aggiungo, il lavoro di traduzione/adattamento è stato effettuato con cura maniacale (almeno, così ci viene detto), ma alla fine la "nonnina" in una battuta è rimasta muta, e i sottotitoli nelle fermate del gattobus (Mei ed Ospedale "come si chiama") non sono stati messi...vabbe', cmq meglio di niente, va...
- Rosario
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Re: Il mio vicino Totoro al cinema
Cannarsi sul forum Studio Ghibli:cosmoj9 ha scritto:ma alla fine la "nonnina" in una battuta è rimasta muta, e i sottotitoli nelle fermate del gattobus (Mei ed Ospedale "come si chiama") non sono stati messi...vabbe', cmq meglio di niente, va...
Chiaramente mentre Satsuki si 'estrenea' dal 'mondo reale' perché sta pensando di rivolgersi al fantastico, le voci di sottofondo vanno in dissolvenza, fino a quando anche una battuta 'in campo' risulta mutata. E' così nell'originale, e parimenti nell'italiano.
Ho la sensazione che si sia verificato un errore di 'controfase audio' in fase di duplicazione/stampa del sesto rullo (ultima parte) del film.
E' effettivamente un peccato che i sotto titolo manchino. Così come è un peccato che lo stesso trattamento dei titoli di testa (correttamente tradotti e sostituiti agli oroginali sulle immagini pulite, con un bel font adatto) non sia stato riservato anche ai titoli di coda. Posso dirvi che ho fornito a Lucky Red tutte le traduzioni di tutti i cartelli del film, non solo quelle del Gattobus, ma anche le scritte sulla lavagna in classe di Satsuki, quelle sulla fermata dell'autobus, quella sulla fiancata dell'autobus, TUTTO. Ovviamente, anche la scritta finale sulla pannocchia andava sottotitolata e NON letta. So già per certo che l'edizione home-video infatti non includerà la battuta recitata, ma il corretto sottotitolo. A questo proposito, vi invito a scrivere educatamente ma seriamente a Lucky Red per chiedere che nell'home video vengano inclusi tutti i sottotitoli.
- Rosario
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Re: Il mio vicino Totoro al cinema
La cantante Roberta Frighi scrive sul forum sigletv.net
Salve a tutti!
Sono la cantante delle sigle del film "il mio vicinoTotoro".
Girando un po' su internet ho ritrovato il vostro forum al quale partecipai qualche anno fa poichè ero la corista dell'evento "la notte delle sigle".. sono stata selezionata direttamente dal Giappone poichè ritenuta la voce più simile all'originale..è vero,le parole a volte possono sembrare "cacofoniche" e ogni tanto si fa fatica a coglierle,ma semplicemente perchè nell'adattamento italiano si è cercato il più possibile ,anzi mi permetto di dire che sono "identici", gli accenti e la metrica delle canzoni originali..logicamente il giapponese centra ben poco con l'italiano e quindi è stata ovvia la necessità di spostare degli accenti nelle parole.
Però posso assicurarvi che c'è stata una cura immensa in questo lavoro..non sono parole messe a caso..tutto il lavoro svolto è stato meticoloso per ottenere il risultato più vicino sia come significato che come sonanze all'originale giapponese.
Personalmente non ho mai lavorato con un team cosi "pignolo" nelle cure dei dettagli.
Orgogliosa di aver partecipato a questo capolavoro di animazione!
Un saluto a tutti
Vivissimi complimenti a Roberta Frighi e grazie per la testimonianza.
Un vero peccato che la versione italiana delle due canzoni di Totoro non sarà mai pubblicata su disco, i migliori auguri per una brillante carriera.
Se ci sono problemi chiedo al moderatore di cancellare questa parte del mio post, grazie.
Da una sala cinematografica è stato registrato l'audio delle due canzoni italiane e le potete ascoltare qui
http://rapidshare.com/files/282941605/T ... aliane.rar
Salve a tutti!
Sono la cantante delle sigle del film "il mio vicinoTotoro".
Girando un po' su internet ho ritrovato il vostro forum al quale partecipai qualche anno fa poichè ero la corista dell'evento "la notte delle sigle".. sono stata selezionata direttamente dal Giappone poichè ritenuta la voce più simile all'originale..è vero,le parole a volte possono sembrare "cacofoniche" e ogni tanto si fa fatica a coglierle,ma semplicemente perchè nell'adattamento italiano si è cercato il più possibile ,anzi mi permetto di dire che sono "identici", gli accenti e la metrica delle canzoni originali..logicamente il giapponese centra ben poco con l'italiano e quindi è stata ovvia la necessità di spostare degli accenti nelle parole.
Però posso assicurarvi che c'è stata una cura immensa in questo lavoro..non sono parole messe a caso..tutto il lavoro svolto è stato meticoloso per ottenere il risultato più vicino sia come significato che come sonanze all'originale giapponese.
Personalmente non ho mai lavorato con un team cosi "pignolo" nelle cure dei dettagli.
Orgogliosa di aver partecipato a questo capolavoro di animazione!
Un saluto a tutti
Vivissimi complimenti a Roberta Frighi e grazie per la testimonianza.
Un vero peccato che la versione italiana delle due canzoni di Totoro non sarà mai pubblicata su disco, i migliori auguri per una brillante carriera.
Se ci sono problemi chiedo al moderatore di cancellare questa parte del mio post, grazie.
Da una sala cinematografica è stato registrato l'audio delle due canzoni italiane e le potete ascoltare qui
http://rapidshare.com/files/282941605/T ... aliane.rar
Re: Il mio vicino Totoro al cinema
Appena visto al cinema, finalmente.
Totoro al cinema è un'esperienza che resterà per sempre impressa nei miei ricordi.
Conosco il film a memoria, eppure rivederlo sul grande schermo mi ha emozionato tantissimo!
Peccato per la scandalosa pellicola utilizzata: video impastato e granuloso, colori un pò smorti, audio troppo distorto. E ciò nonostante è stato un momento magico!!
Il doppiatori sono stati tutti bravissimi, l'adattamento così così (la voce di Mei era troppo adulta, i bambini non parlano così e il tono della voce era troppo impostato), qualche suffisso giapponese di troppo, qualche frase "alla Cannarsi" del cavolo, ma per il resto tutto ottimo.
Sigle cantate da Roberta Frighi semplicemente grandiose !!!! E' lei la miglior voce italiana delle sigle, non ci sono discorsi! E' da anni che lo sostengo!
Totoro al cinema è un'esperienza che resterà per sempre impressa nei miei ricordi.
Conosco il film a memoria, eppure rivederlo sul grande schermo mi ha emozionato tantissimo!
Peccato per la scandalosa pellicola utilizzata: video impastato e granuloso, colori un pò smorti, audio troppo distorto. E ciò nonostante è stato un momento magico!!
Il doppiatori sono stati tutti bravissimi, l'adattamento così così (la voce di Mei era troppo adulta, i bambini non parlano così e il tono della voce era troppo impostato), qualche suffisso giapponese di troppo, qualche frase "alla Cannarsi" del cavolo, ma per il resto tutto ottimo.
Sigle cantate da Roberta Frighi semplicemente grandiose !!!! E' lei la miglior voce italiana delle sigle, non ci sono discorsi! E' da anni che lo sostengo!
- boffoviridis
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- Iscritto il: gio set 13, 2007 8:04
Re: Il mio vicino Totoro al cinema
Finalmente ho visto Totoro. Eravamo una trentina in sala...un numero di tutto rispetto trattandosi di un "brutto cartone animato giapponese violento e fatto al computer".
La storia è di quelle che a me piacciono: semplice e senza grandi pretese. Una storia magica che si intreccia col quotidiano, dove anche la cosa più normale come può essere camminare in un bosco può diventare una avventura.
Le voci mi sono piaciute tutte. Non faccio paragoni con le voci giapponesi. Io giudico se una voce è adatta al personaggio e non se è uguale a quella giapponese. Noi Italiani abbiamo la nostra cadenza, il nostro tono, le nostre espressioni vocali per sottolineare certi stati d'anico che sono diverse da quelle giapponesi, quindi è inutile lamentarsi se una voce non rispecchia quella scelta in Giappone. L'importante è che vada bene per il personaggio a cui è abbinata.
Per l'adattamento, è innegabile che il giapponese ha dei formalismi che non esistono in italiano. Se si fosse adattato l'anime per conformarlo al modo di parlare italiano si sarebbe perso molto di quel formalismo; l'altra possibilità era quella di mantenere il formalismo e rendere la parlata meno "italiana". La scelta è caduta su quest'ultimo aspetto e credo sia stata la scelta giusta.
La storia è di quelle che a me piacciono: semplice e senza grandi pretese. Una storia magica che si intreccia col quotidiano, dove anche la cosa più normale come può essere camminare in un bosco può diventare una avventura.
Le voci mi sono piaciute tutte. Non faccio paragoni con le voci giapponesi. Io giudico se una voce è adatta al personaggio e non se è uguale a quella giapponese. Noi Italiani abbiamo la nostra cadenza, il nostro tono, le nostre espressioni vocali per sottolineare certi stati d'anico che sono diverse da quelle giapponesi, quindi è inutile lamentarsi se una voce non rispecchia quella scelta in Giappone. L'importante è che vada bene per il personaggio a cui è abbinata.
Per l'adattamento, è innegabile che il giapponese ha dei formalismi che non esistono in italiano. Se si fosse adattato l'anime per conformarlo al modo di parlare italiano si sarebbe perso molto di quel formalismo; l'altra possibilità era quella di mantenere il formalismo e rendere la parlata meno "italiana". La scelta è caduta su quest'ultimo aspetto e credo sia stata la scelta giusta.
“Sedendo tranquillo senza fare nulla, arriva la primavera e l’erba cresce” Pensiero Zen
- Rosario
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Re: Il mio vicino Totoro al cinema
Sinora il film ha incassato al botteghino 164.000 euro.