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Goldrake, avanti!

Inviato: dom set 28, 2008 13:26
da Telemann
Pare incredibile, ma non sono riuscito a trovare un topic dedicato agli UFO Robot giapponesi, di cui si è parlato in modo sparso ma senza una sezione apposita. Ora, data la vastità dell'argomento, penso sia opportuno dedicare un topic a ciascuno di essi, onde poterne parlare nel modo più completo ed ordinato possibile. Non si può che incominciare da quello che, a partire dal 4 aprile 1978 all'interno del programma "Buonasera con...Superman e Atlas UFO Robot", fu il capostipite di un'autentica rivoluzione culturale: Goldrake, la cui serie di 74 puntate (di cui trasmesse in Italia solo 71) è giunta qui da noi col nome di "Atlas UFO Robot". Goldrake, il cui nome originale giapponese è Grendizer, costituisce la terza parte di una complessa saga creata dal "Maestro" Go Nagai, incominciata nel 1972 con "Mazinga Z", proseguita nel 1974 con "Il Grande Mazinger" e giunta al suo culmine con "UFO Robot Grendizer" nel 1975. Il fatto che in Italia Goldrake sia arrivato per primo, quando invece è cronologicamente l'ultimo del ciclo, ha ingenerato una notevole confusione negli spettatori italiani, soprattutto con l'arrivo dei suoi predecessori di cui, paradossalmente, è stato prima trasmesso "Il Grande Mazinger" sulle TV locali e poi, anche in contemporanea ad esso sulla Rete 1 (gennaio-febbraio 1980), "Mazinga Z" nell'ambito del programma "3-2-1...Contatto!" caro al nostro amico TyUan. Quanto disordine mentale ci sia stato è facilmente constatabile se si osserva che Alcor, il pilota di Goldrake 2, altri non è se non Koji Kabuto, pilota di Mazinga Z qui in Italia chiamato Ryo, chissà perché. Solo con l'aiuto di Internet è stato possibile riordinare le idee e comprendere come si sia passati da Mazinga Z al Grande Mazinger e poi a Goldrake. In tutti i modi, Goldrake è riuscito a far breccia lo stesso nel cuore dei telespettatori di tutte le età e ancora oggi viene ricordato con sconfinata tenerezza, come se si fosse appena concluso.
Ripassiamo dunque la storia di questo "anime" così caro a noi tutti...Insieme col suo disco-robot Goldrake, il principe Actarus (Duke Fleed nell'originale) fugge dal suo pianeta Fleed, conquistato con brutale violenza dall'invasore Re Vega. Trovato rifugio presso il dottor Procton (Genzo Umon nell'originale), direttore del Centro Spaziale, Actarus diventa suo figlio adottivo e trova lavoro presso la fattoria del buon Rigel, arzillo vecchietto padre di Venusia e Mizar. Le truppe di Vega, intanto, decidono di invadere la Terra: sarà Actarus a proteggerla, con l'aiuto del suo robot Goldrake, di Venusia, di Koji Kabuto (Alcor nella versione italiana) tornato dagli Stati Uniti dopo essersi laureato e di Maria, ritrovata sorella di Actarus miracolosamente scampata alla distruzione di Fleed. Dopo innumerevoli scontri con i dischi-mostro di Vega, la guerra si concluderà vittoriosamente per i terrestri. Rifiorito intanto a nuova vita il pianeta Fleed, Actarus e Maria vi faranno ritorno a conclusione della serie, per riportarvi l'antico splendore ma lasciando nei loro amici e negli spettatori televisivi un vuoto incolmabile.
Che ricordo avete di Goldrake, cari amici? Mi attendo grandi cose da voi in questo topic, che si annuncia molto ricco ed emozionante....

Inviato: dom set 28, 2008 13:56
da Desty Nova
Ricordi precisi non ne ho, al massimo dei flash qua e la. Non ricordo, ad esempio, assolutamente niente della prima puntata ma so che l'ho vista perché ne ho parlato a scuola il giorno dopo. Mentre ho ricordi precisissimi della prima puntata di Lupin l'anno dopo, o di Gundam e Conan due anni dopo.
La vidi anche perché il cartone era stato annunciato. Sono alla ricerca da tempo di notizie su una trasmissione che ho visto una sera, in cui hanno parlato di Giappone e tv giapponese, nonché dei cartoni che la Rai avrebbe trasmesso di lì a poco con Goldrake a farla da padrone.

Detto questo, mi piacerebbe che si chiarisse una volta per tutte e con fonti certe se il cartone venne acquistato dalla Doro o direttamente dalla Rai perché ne ho lette di tutti i colori in questi anni.

In quanto al trattamento riservato al cartone dalla tv di stato e dal popolo in genere, mi fanno un po' ridere interventi in cui si dicono peste e corna senza tener minimamente conto del contesto dell'epoca.
Ho rivisto la sigla di Goldrake nel 1991 dopo quasi 10 anni e mi è bastato un attimo per capire il perché delle tante polemiche degli anni che furono.
La sigla era un pugno nello stomaco per chi era cresciuto fino ad allora senza quei cartoni, e non intendo solo gli adulti. Tantissimi ragazzi (14-15 anni) schifavano Goldrake, figuriamoci adulti fatti e finiti, venuti su a Disney, cartoni dell'est e Merry Melodies.
Il cartone era violento con cose che prima non erano nemmeno concepibili in un programma per bambini. I cartoni erano considerati per bambini semplicemente perché non c'erano quasi mai stati per adulti prima. Anche i lavori stile Bozzetto erano qualcosa di poco conosciuto e comunque trascurato. Il cartone doveva far divertire e basta.
Con i cartoni giapponesi arrivarono le emozioni, questo fu il grande cambiamento.

Sarebbe interessante anche notare come gli ascolti variarono dal 1978 al 1984. Praticamente iniziò con il botto e terminò in sordina, scavalcato da decine di altre serie trasmesse da centinaia di reti.

Una nota: quando la rai trasmise (la terza?) tornata, la intitolò Supergoldrake. Il nome venne scelto dalla Artom che in una intervista a sorrisi o al radiocorriere spiegò ciò con il fatto che in fondo anche lui era un supereroe.

Inviato: dom set 28, 2008 15:05
da Telemann
Sono senz'altro d'accordo con DestyNova. Io stesso, ad esempio, che all'epoca della prima serie di Goldrake avevo 16 anni, fui in un certo senso "ghettizzato" dai miei coetanei perché ero praticamente il solo a seguirlo. Data la mia naturale propensione a non uniformarmi al gruppo, non mi importò assolutamente nulla delle critiche cattive che ricevevo anche dagli adulti per questa mia passione, autentica e viva ancora oggi. Questo perché avevo capito fin dalla prima puntata che eravamo di fronte non ad un qualsiasi disegno animato, ma ad una storia matura, intelligente, nuova e non banale, che richiedeva un'attenzione ben diversa da quella cui si era abituati coi tradizionali disegni animati provenienti d'Oltreoceano (Hanna & Barbera, Warner Bros ecc.). Fino ad allora il cartone animato era ritenuto una cosa per bambini e la rivoluzione culturale di cui Goldrake è stato antesignano si è manifestata prima di tutto in questo aspetto. In un certo senso Goldrake è stata una "cartina di tornasole", dalla quale era possibile saggiare la maturità e la sensibilità di uno spettatore, qualunque fosse la sua età. Difatti, gli adulti che a suo tempo bollarono Goldrake con l'epiteto di "violento", fino al paradossale articolo di Nantas Salvalaggio che osò definirlo "pornografico", non sapevano minimamente che cosa stessero dicendo, arrivando anzi ad atteggiamenti di intolleranza e di inaudita violenza verbale che erano ben lontani dallo spirito di fratellanza, di pace, di amore per la natura, di lealtà e generosità che traboccavano copiosamente da ogni episodio di Goldrake. Si pensi solo all'interpellanza parlamentare dell'onorevole Silverio Corvisieri che cercò di impedire il prosieguo delle trasmissioni di "Atlas UFO Robot" o alla ridicola crociata dei genitori di Imola che andarono persino alla trasmissione "L'altra campana" di Enzo Tortora (primavera 1980) per ostacolare possibili repliche di Goldrake e l'ingresso in Italia di altri cartoni giapponesi robottistici. Per fortuna, chi allora era bambino oggi è adulto, magari anche padre di famiglia e non dubito minimamente che grazie anche a Goldrake sia capace di distinguere il bene dal male con più lucidità di quanto non sia avvenuto nei tristi episodi che ho poc'anzi citato...

P.S. La denominazione "Supergoldrake" fu solo formale, ma di fatto non si vide mai all'interno della programmazione della terza serie di Goldrake all'interno del programma "Buonasera con...Peppino De Filippo" andato in onda nel dicembre 1979. Tanto che il grande Peppino si limitava ad annunciare: "Ecco a voi l'UFO Robot!"...
Desty Nova ha scritto:...Tantissimi ragazzi (14-15 anni) schifavano Goldrake, figuriamoci adulti fatti e finiti, venuti su a Disney, cartoni dell'est e Merry Melodies.
Il cartone era violento con cose che prima non erano nemmeno concepibili in un programma per bambini. I cartoni erano considerati per bambini semplicemente perché non c'erano quasi mai stati per adulti prima. Anche i lavori stile Bozzetto erano qualcosa di poco conosciuto e comunque trascurato. Il cartone doveva far divertire e basta.
Con i cartoni giapponesi arrivarono le emozioni, questo fu il grande cambiamento. [...] Una nota: quando la rai trasmise (la terza?) tornata, la intitolò Supergoldrake. Il nome venne scelto dalla Artom che in una intervista a sorrisi o al radiocorriere spiegò ciò con il fatto che in fondo anche lui era un supereroe.

Inviato: lun set 29, 2008 17:25
da siglomane
Quando Goldrake apparve in tv ero troppo piccolo (3 anni e mezzo) per capirne la portata rivoluzionaria. Rimasi certamente colpito dalla fenomenale (video)sigla di testa, più che dalle storie degli episodi, di cui non ho alcun ricordo.
Poi naturalmente iniziai come tutti i miei coetanei a "identificarmi" un po' in Actarus, così come le ragazze si riconoscevano un po' in Venusia.
Ma se proprio devo scegliere, anch'io trovo Jeeg Robot superiore come serie, incluso il personaggio di Hiroshi. Forse perché, grazie alle numerosi repliche - di cui Goldrake non ha goduto - ho potuto vedere la serie ancora a fine anni '80, quando avevo una maggior capacità di comprensione e valutazione.

Inviato: lun set 29, 2008 17:27
da siglomane
Confermo quanto detto da Telemann su "Supergoldrake". Questo titolo apparve su qualche rivista, ma in realtà non passò mai in tv: anche il terzo blocco di episodi continuò a intitolarsi "Atlas Ufo Robot".

Inviato: mar set 30, 2008 11:57
da Desty Nova
Lo so. Mi pare che fosse limitato al titolo di Buonasera con... (e ai libri per ragazzi usciti in quel momento).
Ma l'ho ricordato solo per dare un'idea della leggerezza (non in senso negativo) con cui veniva trattato il cartone. Per questo ritengo che sia inutile e anche stupido a volte partire a testa bassa per condannare tutto e tutti. Cari i miei ex bambini oggi sulla via della mezza età, provate a giudicare le porc... ehm, certi cartoni per bambini di oggi e poi sappiatemi dire :lol:
Non c'è niente da fare, invecchiando ci si fossilizza.

Re:

Inviato: mer gen 22, 2014 19:06
da BubbleGum TV
Desty Nova ha scritto:Una nota: quando la rai trasmise (la terza?) tornata, la intitolò Supergoldrake. Il nome venne scelto dalla Artom che in una intervista a sorrisi o al radiocorriere spiegò ciò con il fatto che in fondo anche lui era un supereroe.
Ecco l'articolo in versione integrale con l'intervista a Nicoletta Artom:

Da: Radiocorriere TV N° 46; 11 - 17 Novembre 1979; pag. 138 - 141.

Anteprima TV
Questa volta si chiama Super Goldrake.
E’ al doppiaggio la terza serie degli «Ufo Robot». La vedremo sulla Rete 2, a partire dal 10 Dicembre.

Torna Goldrake in TV, sulla Rete 2 naturalmente. Lo vedremo dal 10 Dicembre, una puntata al giorno. Annibale Roccasecca ha curato i dialoghi italiani e dirige il doppiaggio, come per le due serie precedenti. E le voci restano le stesse: sempre Romano Malaspina nei panni di Actarus - Goldrake ed Emanuela Rossi per Venusia. In più ci sarà anche Fabrizio Vidale, che ha doppiato Remì, e che darà questa volta la voce a un nuovo personaggio: Akiro. Anche la sigla, di testa e di coda, non cambia, con la canzone di Tempera - Bertelli che ha avuto tanto successo. Tutte queste cose me le racconta Nicoletta Artom, che ha il merito (e la responsabilità) d’averci portato Goldrake in casa, inaugurando la stagione dei cartoni giapponesi.

Nicoletta con i cartoni animati è di casa. In America ha preso addirittura un premio, con Sergio Trinchero, per una serie televisiva che andò in onda nel 1971 - ‘72 e si chiamava Gli eroi di cartone. Il premio era il Phoenix Award, lo dava la rivista Variety. E poi è lei che ha portato sui nostri teleschermi i supereroi dei fumetti: Tarzan, Superman, Batman, in altrettanti Buonasera con…, nonché le 54 puntate di Noi supereroi che abbiamo visto quest’estate. Infine non è da dimenticare che è stata sempre Nicoletta a scoprire in Don Backy un nuovo autore di fumetti, quelli che sono andati in onda sulla Rete 2, la primavera scorsa, col titolo Sognando.

Sulle novità di questa terza serie di Goldrake Nicoletta si mantiene molto abbottonata. «Non fare un buon servizio ai bambini, se anticipassi troppe cose. Gli toglierei il gusto, il divertimento». Alla fine, vien fuori che la terza serie avrà un nuovo titolo: non più Atlas Ufo Robot ma Supergoldrake.
«Mi sembra giusto no?», dice, «In fondo è il più super di tutti i supereroi».

Lei preferisce piuttosto precisare alcune cose, visto che sul suo Goldrake tutti hanno detto la loro. «Intanto», osserva, «non è proprio vero che si tratta di un cartone animato perfetto. Walt Disney lavorava molto più di fino, per questo. Che i giapponesi abbiano fatto un lavoro col computer si vede. Ricorrono certe sequenze, la corsa è sempre la stessa, anche certi scontri stellari. Se nell’ambito di tutto il cartone questo non dà fastidio, devo dire che vedendo altre serie fantascientifiche giapponesi che non abbiamo preso la cosa finisce per creare non poche confusioni. Perché i personaggi hanno tutti la faccia di Actarus ma non sono Actarus, così alla fine non ci si capisce più niente. E poi, si tratta sempre di una animazione parziale. Non è la tecnica, ma l’idea che funziona. Perché i bambini di oggi, che hanno visto le immagini vere dello sbarco sulla Luna e sanno che si mandano sonde su Marte, su Giove, hanno bisogno di favole che riflettano questa dimensione cosmica che stiamo vivendo tutti».

Però, c’è anche molta violenza, nel tuo Goldrake, le dico. «Ma noi viviamo in un mondo violento», replica lei, «Allora perché rifugiarci in un idilliaco tempo andato, nelle storie di cento anni fa? Guardiamolo in faccia, il nostro tempo. E poi, la violenza, Actarus - Goldrake la usa solo come arma di difesa. I suoi ideali sono pacifici, ecologici. Se vogliamo togliere le immagini di violenza dalla TV dovremmo piuttosto eliminare tanti polizieschi, quei western pieni di sparatorie e di morti. La violenza di Goldrake è fantastica, scarica l’aggressività, non la carica».

Nicoletta ha un figlio di 10 anni, si chiama Mercuzio, come quello shakespeariano, il cugino contestatore del Romeo innamorato di Giulietta. Che ne dice, Mercuzio, di Goldrake?

Ne va pazzo naturalmente, «Anzi», dice sua madre, «finisce sempre per non resistere alla tentazione di vantarsene un poco, con i suoi amici, del fatto che sono stata io a pescarlo».

Ma, poi, tu come hai fatto a pescar Goldrake?, le chiedo. «Pensa, quando l’ho visto, non lo voleva nessuno. E invece a me piacque subito molto. Mi sembrò che fosse proprio il cartone giusto, per i bambini dell’età di mio figlio». Ma tu, dì la verità, sei stata una bambina patita di fumetti? «No, per carità. Non mi interessavano affatto. Chi l’avrebbe detto che ci sarei finita dentro fino al collo… Era proprio un lavoro che non mi sarei mai sognata di desiderare!».

Teresa Buongiorno
Telemann ha scritto:Si pensi solo all'interpellanza parlamentare dell'onorevole Silverio Corvisieri che cercò di impedire il prosieguo delle trasmissioni di "Atlas UFO Robot" o alla ridicola crociata dei genitori di Imola che andarono persino alla trasmissione "L'altra campana" di Enzo Tortora (primavera 1980) per ostacolare possibili repliche di Goldrake e l'ingresso in Italia di altri cartoni giapponesi robottistici.
Questo articolo invece ripercorre le polemiche del tempo, citando le opinioni apparse su diversi quotidiani, e contiene curiosità sugli indici d'ascolto.

Da: Radiocorriere TV N° 6; 4 - 10 Febbraio 1979; pag. 52.

E Robin Hood divenne Goldrake.

È diventata un «casus belli» la seconda serie di Atlas Ufo Robot finita quindici giorni fa dopo ventisei puntate. Goldrake, il superuomo - supermacchina venuta dallo spazio che lotta contro i nemici di Vega per difendere la Terra -, è finito al centro di una polemica che si è allargata a macchia d’olio. «Atlas ufo robot», accusa Silverio Corvisieri dalle colonne di la Repubblica, «celebra l’orgia della violenza annientatrice, la religione delle macchine elettroniche». C’è chi teme (Il Giorno) una censura ideologica anche per i più piccoli. Su altri giornali si legge: «Goldrake, nella sua perfezione, è gelido e disumano». Giulia Borghese, sul Corriere della Sera, a proposito della fine della trasmissione, parla addirittura di bambini «orfani», di piccoli «ipnotizzati» dalla favola moderna piena di raggi ciclonici e alabarde spaziali. Un settimanale lo definisce «mal di Goldrake» e la TV ha in programma un’inchiesta sulla snaturata passione per il robot. E intanto TG2 - Pro e Contro* ne ha fatto argomento di dibattito.

Intanto il «mal di Goldrake» ha contagiato anche gli adulti. Dopo aver seguito per mesi (il «goldrakismo» è nato un anno fa, all’epoca della prima serie) le imprese di Actarus, Alcor, Procton e Rigel filtrate attraverso i racconti entusiasti dei figli che, allo scoccare dell’ora fatale, si sedevano muti in attesa, molti genitori hanno deciso di vedere almeno le ultime puntate. I giudizi sono stati i più disparati e qualcuno ci ha scritto.

Una professoressa di Urbino, E. F., è molto allarmata, e non è l’unica: «Atlas Ufo Robot non è solo banale ma nocivo. I ragazzi “bevono” quei dialoghi meccanici, quegli scontri interplanetari monotoni e ripetitivi che si risolvono sempre premendo un bottone o eseguendo ordini incomprensibili senza il minimo ricorso all’intelligenza e alla fantasia». A ribattere è un altro lettore: «Perché non ricordare che anche Achille e Robin Hood sono superuomini; in fondo è cambiato solo l’ambiente, in più ci sono i razzi interplanetari e i dischi volanti». A chi si lamenta perché «le storie sono tutte uguali» c’è chi risponde: «Anche la storia di Cappuccetto Rosso è sempre la stessa e i bambini non si stancano di farsela ripetere».

Numerose lettere delle mamme che vedono nella trasmissione una salvezza. Sì, perché l’entusiasmo per le avventure spaziali distrae i figli proprio nelle ore morte del pomeriggio. Qualcuna propone Atlas anche di domenica perché, scrive, «non tutti hanno la possibilità di portare i figli a sciare».

Tra tante lettere ci sono anche quelle dei «grandi» che difendono il programma in prima persona, perché piace a loro. Un giudizio confermato dagli indici di ascolto raccolti dalla RAI che riflettono, appunto, il parere degli spettatori adulti. Mentre infatti la prima serie di Atlas aveva avuto circa tre milioni di ascoltatori per puntata, ed era già un buon indice dato l’orario di programmazione, la seconda è salita a più di quattro milioni. Allora c’è qualcuno che, con la scusa di fare compagnia ai bambini, riprova l’entusiasmo di immedesimarsi nel personaggio ideale, nel Superman dei giorni nostri, dato che è difficile sognare di diventare un signor Rossi qualsiasi.

Intanto, mentre i pedagogisti discutono sul «mito del guerriero invincibile» e sulla «violenza nascosta» di Goldrake, i bambini continuano a mandarci i loro messaggi: due serie non sono bastate, ne vogliono una terza. E sembra che saranno accontentati.

Fiammetta Rossi

*TG2 Pro e Contro, a cura di Mario Pastore. In studio il deputato Silverio Corvisieri e la giornalista Giulia Borgese ; moderatore Mauro Dutto. Puntata del 24 Gennaio 1979 (ore 12:30, Rete2).