Uova fatali (1977)
Inviato: gio set 18, 2008 23:44
Tra i più bizzarri, anticonformisti, grotteschi e angoscianti sceneggiati andati in onda negli anni '70 non possiamo non ricordare "Uova fatali" per la regia di Ugo Gregoretti. Tratto dal racconto di Michail Afanasevic Bulgakov, "Uova fatali" narra l'incredibile vicenda del professor Persikov (Gastone Moschin nella trasposizione televisiva), direttore dello zoo di Mosca e scopritore di un misterioso "raggio rosso" capace di ingigantire qualsiasi creatura vivente, donandole una forza a dir poco sovrumana. La notizia dell'invenzione si sparge per tutta Mosca, arrivando fino alle orecchie di Aleksander Rokk, ex-flautista e politicante legato al regime dittatoriale da poco instauratosi nel Paese. Nel frattempo, una misteriosa peste falcidia quasi tutto il pollame di Russia, così che Rokk richiede a Persikov il macchinario generatore del raggio per far rinascere delle galline dalle poche uova ancora rimaste. Per una tragica fatalità, che spiega il titolo del racconto, le uova che verranno consegnate a Rokk per essere sottoposte all'azione del raggio rosso saranno non già di gallina, ma di rettile, dalle quali si svilupperanno in men che non si dica creature mostruose di colossali dimensioni, del tutto simili ai dinosauri che dominarono la Terra nel Cretaceo. Affamati di carne umana, i mostri porteranno ovunque il terrore divorando tra gli altri la moglie di Rokk e i soldati inviati per distruggerli, questi ultimi in una raccapricciante scena chiamata "la zuppa vivente". La popolazione, terrorizzata, accuserà Persikov di essere responsabile di questa catastrofe, arrivando a linciarlo insieme al suo giardiniere e alla sua governante. Solo un'improvvisa gelata in pieno agosto ucciderà i rettili, le cui carni putrefatte porteranno ancora malattie e morte. Nel frattempo, il professor Ivanov, nuovo direttore dello zoo di Mosca al posto del defunto Persikov, tenterà di riprodurre, senza successo, il micidiale raggio rosso.
Come si vede dalla trama, "Uova fatali" è uno sceneggiato non proprio adatto ad una prima serata da famiglie. Le scene in cui i rettili si danno all'antropofagia sono addirittura terrificanti e va fatto tanto di cappello a Gregoretti per essere riuscito, coi semplici mezzi a disposizione negli studi RAI di Torino, a realizzare con tanta credibilità un capolavoro dell'horror e della fantapolitica. "Uova fatali" è difatti una spietata critica del regime sovietico e non c'è chi non veda degli evidenti riferimenti tra le conseguenze di una dittatura, qualunque essa sia e i mostri assetati di sangue. Naturalmente, rivisto con occhi adulti, "Uova fatali" mostra tutta la sua genialità per quell'umorismo corrosivo con cui Bulgakov attacca il regime ed è ancora da lodare Gregoretti per essere riuscito a ricreare alla perfezione lo spirito del racconto, col quale si ride e ci si spaventa al tempo stesso. Formidabili gli attori: un Gastone Moschin a dir poco straordinario nel ruolo di Persikov, Santo Versace sempre presente nei programmi degli studi RAI di Torino, lo stralunato Alessandro Haber che nelle atmosfere di Bulgakov pare trovarsi a perfezione e vari altri. Onde sdrammatizzare l'impatto delle scene mostrate, "Uova fatali" ebbe una puntata supplementare in cui Gregoretti stesso spiegava come erano stati realizzati i vari trucchi: i mostri, le loro fauci, i loro movimenti, i capelli della moglie di Rokk che si rizzano come spilli mentre il viso le si colora orrendamente di giallo alla vista di un enorme serpente che la divorerà viva. Quegli stessi mostri finirono poi nel varietà "Arrivano i mostri", andato in onda all'inizio dell'autunno 1977 il giovedì sulla Rete 1, nel quale i terribili rettili vengono trattati come dei "simpaticoni" dal coro dei Nostri Figli che intona la sigla di chiusura...
Che ricordo avete di "Uova fatali", cari amici? Vi fece paura? Vi affascinò? Che cosa potete aggiungere a quanto sono riuscito a ricordarmi?
P.S. Tra le varie versioni di "Uova fatali" ricordiamo anche quella a fumetti apparsa nel mensile "Famiglia Mese" nel 1971, forse ancora più terrificante di quella televisiva per la delirante grafica in linea col gusto del tempo.
Come si vede dalla trama, "Uova fatali" è uno sceneggiato non proprio adatto ad una prima serata da famiglie. Le scene in cui i rettili si danno all'antropofagia sono addirittura terrificanti e va fatto tanto di cappello a Gregoretti per essere riuscito, coi semplici mezzi a disposizione negli studi RAI di Torino, a realizzare con tanta credibilità un capolavoro dell'horror e della fantapolitica. "Uova fatali" è difatti una spietata critica del regime sovietico e non c'è chi non veda degli evidenti riferimenti tra le conseguenze di una dittatura, qualunque essa sia e i mostri assetati di sangue. Naturalmente, rivisto con occhi adulti, "Uova fatali" mostra tutta la sua genialità per quell'umorismo corrosivo con cui Bulgakov attacca il regime ed è ancora da lodare Gregoretti per essere riuscito a ricreare alla perfezione lo spirito del racconto, col quale si ride e ci si spaventa al tempo stesso. Formidabili gli attori: un Gastone Moschin a dir poco straordinario nel ruolo di Persikov, Santo Versace sempre presente nei programmi degli studi RAI di Torino, lo stralunato Alessandro Haber che nelle atmosfere di Bulgakov pare trovarsi a perfezione e vari altri. Onde sdrammatizzare l'impatto delle scene mostrate, "Uova fatali" ebbe una puntata supplementare in cui Gregoretti stesso spiegava come erano stati realizzati i vari trucchi: i mostri, le loro fauci, i loro movimenti, i capelli della moglie di Rokk che si rizzano come spilli mentre il viso le si colora orrendamente di giallo alla vista di un enorme serpente che la divorerà viva. Quegli stessi mostri finirono poi nel varietà "Arrivano i mostri", andato in onda all'inizio dell'autunno 1977 il giovedì sulla Rete 1, nel quale i terribili rettili vengono trattati come dei "simpaticoni" dal coro dei Nostri Figli che intona la sigla di chiusura...
Che ricordo avete di "Uova fatali", cari amici? Vi fece paura? Vi affascinò? Che cosa potete aggiungere a quanto sono riuscito a ricordarmi?
P.S. Tra le varie versioni di "Uova fatali" ricordiamo anche quella a fumetti apparsa nel mensile "Famiglia Mese" nel 1971, forse ancora più terrificante di quella televisiva per la delirante grafica in linea col gusto del tempo.