Una collaborazione tra Rete Tre ed Emittenti Private(1981)
Inviato: mar mag 27, 2014 23:57
Nel luglio del 1981, come testimoniato da un articolo del "Radiocorriere Tv", venne proposta una collaborazione tra la Rete Tre e le varie emittenti locali che in quel periodo stavano acquisendo un potere sempre maggiore nell'etere televisivo italiano.
Riporto a tal proposito l'articolo in questione:
La proposta di Rossini di una futura collaborazione tra Terza Rete ed emittenti private è interessante e suggestiva; con un po' di buona volontà potrebbe creare una valida collaborazione tra televisione di Stato e televisioni private. Non risulta però fattibile se prima non si risolvono i problemi di coesistenza tra RAI e private. E' questo il parere di Roberto Conforti, vicepresidente del CFTP(Comitato Frequenze Televisioni Private) e presidente e amministratore delegato di Antenna Nord e di Quinta Rete, le due emittenti che fanno capo all'editore Rusconi, sulla proposta del direttore della Terza Rete, Giuseppe Rossini di una futura collaborazione tra la Tv di Stato e le emittenti private.
La proposta, articolata attraverso la creazione, nella fascia regionale, di spazi prestabiliti alle televisioni locali con l'acquisto, il preacquisto, la coproduzione e lo scambio dei programmi e nella fascia a diffusione nazionale attraverso una collaborazione ideativa e produttiva della Rete con gli apporti privati, ha incontrato il parere favorevole delle regioni, degli enti locali e delle associazioni, che raggruppano quasi tutta la piccola e media emittenza privata.
Il dibattito si sposta ora ai grandi gruppi editoriali come la Rusconi, che per bocca del presidente di Antenna Nord e Quinta Rete, Conforti, non è contrario alla proposta Rossini ma chiede innanzitutto che i dirigenti della RAI si pronuncino con chiarezza sulla funzione della Terza Rete e che il legislatore regoli al più presto le frequenze. Solo dopo si puo' discutere. Che cosa significa infatti lo sviluppo della Terza Rete? E' di questi giorni(afferma Conforti) la richiesta della RAI in sede di imminente rinnovo di convenzione con lo Stato, di coprire tutti i centri con almeno quarantamila abitanti; con l'attuale situazione delle frequenze significa la scomparsa di oltre la metà delle emittenti private. Queste chiederanno che sia respinta una simile richiesta, lo chiederanno in tutte le sedi opportune e con tutti i mezzi e col diritto e la forza che loro derivano dal consenso degli ascoltatori che, sino a prova contraria, essendo cittadini, dovrebbero anche essere sovrani in materia di libera informazione.In sostanza per Conforti, occorre risolvere e definire prima la coesistenza con la RAI e poi le relative modalità.
Per Marcello Di Tondo, che è il responsabile di Canale 5 di Berlusconi, la proposta Rossini è estremamente interessante e trova Canale 5 favorevole ed aperta ad ogni dialogo. Di Tondo, entrando nel vivo della proposta Rossini, chiarisce alcuni punti essenziali per una futura collaborazione: 1) il rapporto con i mercati esteri per l'acquisto dei programmi televisivi: "Bisogna evitare un'eccessiva competitività tra le private e la RAI, perché così facendo si finisce per far sballare il mercato" ; 2) Il co-acquisto dei programmi per poi decidere una programmazione incrociata; 3) Il problema della produzione che puo' mettere in luce le autentiche possibilità di alcune private di poter collaborare con la RAI. Insomma(afferma Di Tonno) siamo propensi alla collaborazione, al dialogo, siamo disposti a sederci intorno ad un tavolo. Intanto noi di Canale 5 facciamo subito una proposta alla Terza Rete: abbiamo realizzato uno show con Loretta Goggi per la regia di Enzo Trapani, una trasmissione ben riuscita che potremmo dare alla Terza Rete dopo l'uscita su Canale 5. Cosa ne pensa la RAI?
Altrettanto positivo è il giudizio di Gianni Ferrauto, presidente di Radiovideo, la società che raggruppa numerose emittenti private tra cui Telenova di Milano, GRP di Torino, Telepadova e SPQR di Roma, è il gruppo che fa capo all'industriale Callisto Tanzi, quello della Parmalat per intenderci. E' una proposta(afferma Ferrauto) che ha bisogno di ulteriori approfondimenti non solo con le dirette interessate cioè le private e la RAI ma anche le regioni, gli enti locali; solo così si avrebbe una polivalenza di voci e si aiuterebbero le private ad aumentare il loro ascolto. Alla domanda di quale potrebbe essere in concreto una forma di collaborazione tra Terza Rete e private, Ferrauto risponde: Nel campo dello sport ci sarebbero infinite forme di collaborazione specialmente per la valorizzazione degli sport minori, per la loro diffusione attraverso anche una collaborazione con le regioni ed il CONI. Trasmettere il basket ad esempio; l'importante comunque è discutere ma al più presto senza perdere altro tempo.
Anche per Michele Muzii, direttore generale di Telemondo, e amministratore delegato della GPE(Gestione Pubblicità Editoriale) la proposta Rossini ha una sua validità: Non sono contrario(afferma Muzii) ad una collaborazione tra Terza Rete e private, anzi mi auguro che questa collaborazione non tardi ad arrivare ma bisogna avere le idee chiare sia per quanto riguarda le frequenze sia per quanto riguarda i programmi. Anche il discorso sulla pubblicità andrebbe rivisto perché i canoni sulle reti nazionali non possono essere identici a quelli sulle reti locali. Comunque l'importante è agire concretamente. Si sono fatti troppi convegni, sin troppe proposte sia a livello nazionale sia a livello locale ma è giunta l'ora di scendere sul terreno concreto delle realizzazioni, degli incontri con la RAI, se si vuole realmente una futura collaborazione con le private.
Dunque,alla luce di questo progetto di collaborazione, sembra che Canale 5 propose una messa in onda di "Hello Goggi" sulla Rete Tre, dopo la prima messa in onda sul network di Berlusconi.
Il tempo ci ha insegnato che la proposta Rossini non venne concretizzata anche sulla base di una RAI sempre più agguerrita nei confronti delle private.
A tutti gli eventuali interessati auguro una buona lettura.

Riporto a tal proposito l'articolo in questione:
La proposta di Rossini di una futura collaborazione tra Terza Rete ed emittenti private è interessante e suggestiva; con un po' di buona volontà potrebbe creare una valida collaborazione tra televisione di Stato e televisioni private. Non risulta però fattibile se prima non si risolvono i problemi di coesistenza tra RAI e private. E' questo il parere di Roberto Conforti, vicepresidente del CFTP(Comitato Frequenze Televisioni Private) e presidente e amministratore delegato di Antenna Nord e di Quinta Rete, le due emittenti che fanno capo all'editore Rusconi, sulla proposta del direttore della Terza Rete, Giuseppe Rossini di una futura collaborazione tra la Tv di Stato e le emittenti private.
La proposta, articolata attraverso la creazione, nella fascia regionale, di spazi prestabiliti alle televisioni locali con l'acquisto, il preacquisto, la coproduzione e lo scambio dei programmi e nella fascia a diffusione nazionale attraverso una collaborazione ideativa e produttiva della Rete con gli apporti privati, ha incontrato il parere favorevole delle regioni, degli enti locali e delle associazioni, che raggruppano quasi tutta la piccola e media emittenza privata.
Il dibattito si sposta ora ai grandi gruppi editoriali come la Rusconi, che per bocca del presidente di Antenna Nord e Quinta Rete, Conforti, non è contrario alla proposta Rossini ma chiede innanzitutto che i dirigenti della RAI si pronuncino con chiarezza sulla funzione della Terza Rete e che il legislatore regoli al più presto le frequenze. Solo dopo si puo' discutere. Che cosa significa infatti lo sviluppo della Terza Rete? E' di questi giorni(afferma Conforti) la richiesta della RAI in sede di imminente rinnovo di convenzione con lo Stato, di coprire tutti i centri con almeno quarantamila abitanti; con l'attuale situazione delle frequenze significa la scomparsa di oltre la metà delle emittenti private. Queste chiederanno che sia respinta una simile richiesta, lo chiederanno in tutte le sedi opportune e con tutti i mezzi e col diritto e la forza che loro derivano dal consenso degli ascoltatori che, sino a prova contraria, essendo cittadini, dovrebbero anche essere sovrani in materia di libera informazione.In sostanza per Conforti, occorre risolvere e definire prima la coesistenza con la RAI e poi le relative modalità.
Per Marcello Di Tondo, che è il responsabile di Canale 5 di Berlusconi, la proposta Rossini è estremamente interessante e trova Canale 5 favorevole ed aperta ad ogni dialogo. Di Tondo, entrando nel vivo della proposta Rossini, chiarisce alcuni punti essenziali per una futura collaborazione: 1) il rapporto con i mercati esteri per l'acquisto dei programmi televisivi: "Bisogna evitare un'eccessiva competitività tra le private e la RAI, perché così facendo si finisce per far sballare il mercato" ; 2) Il co-acquisto dei programmi per poi decidere una programmazione incrociata; 3) Il problema della produzione che puo' mettere in luce le autentiche possibilità di alcune private di poter collaborare con la RAI. Insomma(afferma Di Tonno) siamo propensi alla collaborazione, al dialogo, siamo disposti a sederci intorno ad un tavolo. Intanto noi di Canale 5 facciamo subito una proposta alla Terza Rete: abbiamo realizzato uno show con Loretta Goggi per la regia di Enzo Trapani, una trasmissione ben riuscita che potremmo dare alla Terza Rete dopo l'uscita su Canale 5. Cosa ne pensa la RAI?
Altrettanto positivo è il giudizio di Gianni Ferrauto, presidente di Radiovideo, la società che raggruppa numerose emittenti private tra cui Telenova di Milano, GRP di Torino, Telepadova e SPQR di Roma, è il gruppo che fa capo all'industriale Callisto Tanzi, quello della Parmalat per intenderci. E' una proposta(afferma Ferrauto) che ha bisogno di ulteriori approfondimenti non solo con le dirette interessate cioè le private e la RAI ma anche le regioni, gli enti locali; solo così si avrebbe una polivalenza di voci e si aiuterebbero le private ad aumentare il loro ascolto. Alla domanda di quale potrebbe essere in concreto una forma di collaborazione tra Terza Rete e private, Ferrauto risponde: Nel campo dello sport ci sarebbero infinite forme di collaborazione specialmente per la valorizzazione degli sport minori, per la loro diffusione attraverso anche una collaborazione con le regioni ed il CONI. Trasmettere il basket ad esempio; l'importante comunque è discutere ma al più presto senza perdere altro tempo.
Anche per Michele Muzii, direttore generale di Telemondo, e amministratore delegato della GPE(Gestione Pubblicità Editoriale) la proposta Rossini ha una sua validità: Non sono contrario(afferma Muzii) ad una collaborazione tra Terza Rete e private, anzi mi auguro che questa collaborazione non tardi ad arrivare ma bisogna avere le idee chiare sia per quanto riguarda le frequenze sia per quanto riguarda i programmi. Anche il discorso sulla pubblicità andrebbe rivisto perché i canoni sulle reti nazionali non possono essere identici a quelli sulle reti locali. Comunque l'importante è agire concretamente. Si sono fatti troppi convegni, sin troppe proposte sia a livello nazionale sia a livello locale ma è giunta l'ora di scendere sul terreno concreto delle realizzazioni, degli incontri con la RAI, se si vuole realmente una futura collaborazione con le private.
Dunque,alla luce di questo progetto di collaborazione, sembra che Canale 5 propose una messa in onda di "Hello Goggi" sulla Rete Tre, dopo la prima messa in onda sul network di Berlusconi.
Il tempo ci ha insegnato che la proposta Rossini non venne concretizzata anche sulla base di una RAI sempre più agguerrita nei confronti delle private.
A tutti gli eventuali interessati auguro una buona lettura.