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Primi programmi tv con visione 3d

Inviato: dom apr 20, 2014 18:11
da Miche85
Mi risulta che finora non era ancora presente una discussione sulla comparsa in passato nella tv italiana di programmi pensati e realizzati appositamente per essere visti con effetti a tre dimensioni sul numero più grande e vario di tipi di apparecchi televisivi presenti all'epoca, (a parte qui
http://www.tv-pedia.com/zapzaptv/viewto ... ereoscopia
ma relativamente più al grande schermo del cinema e riguardo ai giorni nostri più che alla storia passata) ho spesso sentito parlare del fatto che il cartone "Remì, le sue avventure" alla sua prima trasmissione italiana era visibile in 3d nel 1979, qui:

http://www.crit.rai.it/eletel/2004-2/42-1.htm

si parla dell'utilizzo di una tecnologia 3d detta "Effetto Pulfrich":

"l'uso di questa tecnica è limitata dal fatto che il soggetto o la telecamera, o entrambi, devono muoversi: non vi è percezione stereoscopica nel caso di immagini stazionarie. Tra i vantaggi di questa tecnica: la possibilità di essere distribuibile con i canali televisivi convenzionali, visualizzabile su tutti i tipi di schermo (compresi quelli a proiezione) e la compatibilità per
gli utenti non interessati alla stereovisione o privi di occhiali, utenti che possono comunque seguire il programma in modalità bidimensionale."

Si trattava quindi di una tecnologia 3d in cui non si utilizzava alcun supporto aggiuntivo, come invece è necessario in altre tecnologie dove si usano ad esempio occhiali (la più semplice di esse, molto diffusa soprattutto in passato anche nel cinema, disegni e foto , è l'anaglifo, che usa i classici occhialini bicolori).

Volevo perciò sapere quali sono stati gli altri casi nella storia della tv italiana di trasmissioni pensate per essere visibili con tecnologie 3d e della reazione del pubblico a quell'epoca.

Ciao.

Re: Primi programmi tv con visione 3d

Inviato: ven apr 25, 2014 15:14
da Miche85
Facendo una ricerca tra gli archivi in rete dei giornali non ho trovato molte informazioni su questi esperimenti di programmi tv da guardare a 3d: finora ho trovato solo la seguente notizia di un programma 3d da guardare sulla tv italiana prima di "Remì, le sue avventure" dell'ottobre del 1979, si tratta di un'articolo de "La Stampa" del 4 febbraio 1979 che riporta la trasmissione del programma "Che combinazione!" visibile 3d grazie ad appositi occhiali (non viene precisata la tecnologia ma mi sembra verosimile che sia la tecnica dell'anaglifo, una delle prime inventate e tra quelle più semplici):


LA RAI RISCOPRE LE IMMAGINI IN RILIEVO

Stasera la tv con gli occhiali

Magari è una falsa impressione, forse procura mal di testa, probabilmente serve a far esaurire il Radiocorriere in edicola: ma certo è una grande idea di ritorno: la tv a colori in rilievo. Questa sera otto minuti di varietà musicale «Che combinazione!» saranno a tre dimensioni. Il Radiocorriere ha distribuito un paio d'occhiali in cartoncino: un filtro verde-azzurro davanti all'occhio destro,- un filtro rosso davanti all'occhio sinistro. Le immagini televisive, riprese sdoppiate, saranno ricomposte con gli occhiali dallo spettatore che avrà la puntuale sensazione o almeno la suggestione del rilievo. Attenzione, non servono due generici occhiali rossi e verdeazzurri, ma «quelli del Radiocorriere che hanno esattamente la gelatina impiegata nei due specchi filtro delle telecamere». Cosi tutto rimane nell'azienda della Rai. L'idea del rilievo, come si sa, è propria dei momenti difficili. Quando il cinema dovette trasformarsi davanti all'incombente televisione, prima di inventare il grande schermo panoramico provò il trucco del rilievo. Lo spettatore ritirava dalla cassiera il suo paio di occhiali e li usava durante le scene culminanti. Erano preferiti dalle Case di produzione i gialli e i film dell'orrore, perché niente è meglio di un assassino che viene in platea o di un vampiro che vola in galleria. Ma i risultati tecnici e spettacolari non furono granché: era troppo elaborata per riuscire la tecnica di ripresa, erano troppo rozzi gli occhiali, erano troppo pigri gli spettatori. Al cinema si va anche per stare comodi. Negli Anni Cinquanta l'illusione del rilievo passò in fretta ai rotocalchi che avevano cominciato a pubblicare attrici poco vestite nelle pose vampiresche allora concesse. Non fu un buon affare: sulle fotografie sdoppiate e torbide l'occhio dell'appassionato cercava a fatica il piacere del rilievo. Playboy doveva ancora arrivare. Dicono che la tecnica sia molto migliorata adesso: gli occhiali della Tv sono gli stessi di vent'anni fa, si assicurano più garanzie nel metodo di ripresa. Sarà, vedremo; ma soprattutto sono maturi i tempi per il grande ritorno. In questo momento la Tv, come strumento di informazione di massa, come mezzo di spettacolo preferito da milioni di persone, è sottoposta a molte critiche. Poiché non ha eccessiva concorrenza fuori di se stessa, le si chiede di scavare, di approfondire, di dare le notizie con grande spicco e senso della prospettiva, le si chiede un responsabile rilievo nell'informazione e nei commenti. E' un compito difficile, mai esaurito del tutto. Per questo la Tv ha pensato di offrirci nel modo più clamoroso il rilievo più affascinante: il rilievo degli occhiali di carta. Gli spettatori ci mettono la buona volontà, la Rai fornisce i filtri.


Ciao.

Re: Primi programmi tv con visione 3d

Inviato: mar set 02, 2014 0:13
da Miche85
Segnalo che qui:

http://docmanhattan.blogspot.it/2013/05 ... puter.html

sono riprodotte due pagine del TV Radiocorriere che annunciano la messa in onda di Remì con visione 3d: vengono anche citati degli occhiali in omaggio alla rivista che (come segnala un utente in un commento a queste scansioni) "Non erano quelli con le lenti blu e rosse, ma avevano una lente trasparente e una un po' di grigia. Diceva la nota rivista scientifica Sorrisi e Canzoni tv che servivano per amplificare l'effetto di tridimensionalità già presente in Remi grazie alla meravigliosa idea di fare spostare i fondali molto più lentamente rispetto alle scene in primo piano. Comunque, se eri senza occhialini, potevi vedere tutto bene uguale".

Ciao.