I viaggi nel tempo di "Ciao Darwin": realtà o fiction?
Inviato: dom dic 08, 2013 16:53
Da grande estimatore di "Ciao Darwin", il programma condotto da Paolo Bonolis, ho sempre avuto un dubbio e cioè che i due concorrenti estratti per partecipare alla prova del viaggio nel tempo non fossero così casuali, ma che fossero già provinati e decisi dalla redazione in base al personaggio ingenuo, ridicolo, stupidotto, stolto e ignorante.
Qui non siamo in quel film di Totò e Peppino De Filippo che chiedevano informazioni al vigile per chiedere un indirizzo!
I due concorrenti estratti sono maggiormente legati all'impatto telegenico di traino al programma.
Infatti quella prova era improntata in maniera preminente alla cattura dello share, e quindi tutto il meccanismo sarebbe attento agli ascolti.
Tenete presente che le prime tre edizioni di "Ciao Darwin" si scontravano contro le tre edizioni di "Carràmba che fortuna" in onda in quegli stessi istanti su Raiuno, quindi l'intento era quello di togliere prezioso ascolto alla Carrà.
L'idea di un gioco che diventa fiction, e che in modo semplice e a volte discutibile, tende a decodificare fatti e comportamenti che in un determinato periodo hanno costituito oggetto di attenzione diffusa e di ilarità, incidendo in maniera sensibile sui relativi dati di ascolto.
E un po' come la meccanica dell'indimenticato Gianfranco Funari quando conduceva "Aboccaperta" su Raidue.
Lui si era fatto mettere tutti i televisori in fondo allo studio (lui poteva controllare) dove c'erano tutti gli altri canali (le reti Rai, le reti Fininvest e tutte le altre).
E ogni volta che scorrevano i titoli di coda di un programma in qualsiasi altra rete, e quindi lui sapeva che in quel momento lo spettatore a casa cominciava a fare zapping. E lui faceva partire il casino in studio.
Era una rissa volta a catturare quelli che lui chiamava "milioni di spettatori in transito".
Lo spettatore era in transito, faceva zapping, vedeva un parapiglia, sentiva urlare, e come tutti quelli che si fermano per la strada quando vedono un incidente, un deceduto, del sangue, rimaneva là e non si ricordava nemmeno più dove pensava di andare.
Ecco perchè Renzo Arbore a "Indietro tutta" ironizzava sulla trasparenza dei quiz e dei giochi a premi televisivi, sopratutto, quelli trasmessi dalle reti Fininvest (oggi Mediaset).
Qui non siamo in quel film di Totò e Peppino De Filippo che chiedevano informazioni al vigile per chiedere un indirizzo!
I due concorrenti estratti sono maggiormente legati all'impatto telegenico di traino al programma.
Infatti quella prova era improntata in maniera preminente alla cattura dello share, e quindi tutto il meccanismo sarebbe attento agli ascolti.
Tenete presente che le prime tre edizioni di "Ciao Darwin" si scontravano contro le tre edizioni di "Carràmba che fortuna" in onda in quegli stessi istanti su Raiuno, quindi l'intento era quello di togliere prezioso ascolto alla Carrà.
L'idea di un gioco che diventa fiction, e che in modo semplice e a volte discutibile, tende a decodificare fatti e comportamenti che in un determinato periodo hanno costituito oggetto di attenzione diffusa e di ilarità, incidendo in maniera sensibile sui relativi dati di ascolto.
E un po' come la meccanica dell'indimenticato Gianfranco Funari quando conduceva "Aboccaperta" su Raidue.
Lui si era fatto mettere tutti i televisori in fondo allo studio (lui poteva controllare) dove c'erano tutti gli altri canali (le reti Rai, le reti Fininvest e tutte le altre).
E ogni volta che scorrevano i titoli di coda di un programma in qualsiasi altra rete, e quindi lui sapeva che in quel momento lo spettatore a casa cominciava a fare zapping. E lui faceva partire il casino in studio.
Era una rissa volta a catturare quelli che lui chiamava "milioni di spettatori in transito".
Lo spettatore era in transito, faceva zapping, vedeva un parapiglia, sentiva urlare, e come tutti quelli che si fermano per la strada quando vedono un incidente, un deceduto, del sangue, rimaneva là e non si ricordava nemmeno più dove pensava di andare.
Ecco perchè Renzo Arbore a "Indietro tutta" ironizzava sulla trasparenza dei quiz e dei giochi a premi televisivi, sopratutto, quelli trasmessi dalle reti Fininvest (oggi Mediaset).