Intervista R.T.I(Rete Televisiva Italiana-1979)

Per discutere di programmi e serie tv
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manuele
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Intervista R.T.I(Rete Televisiva Italiana-1979)

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Prima che diventasse RTI La Uomo Tv,"fondendosi" con "La Uomo Tv".

Prima che diventasse emittente capofila del network di Retequattro ( gestione Mondadori), R.T.I(Rete Televisiva Italiana) viveva di "vita propria".

Riporto, di seguito, un intervista, datata ottobre 1979, tratto dal numero 43 di "Scelta Tv":


RTI:PROFESSIONALITA' ED EFFICIENZA PER RENDERE CREDIBILE IL MERCATO DELLE TELELIBERE.

Siete usciti alla grande,sulla stampa e sui manifesti diffusi in tutta la città.

Abbiamo iniziato quando avevamo deciso di farlo,da azienda commerciale seria. Anche il corretto uso dei mass media fa parte di un menagement moderno.

E utilizzate i canali 30 e 32. Per quest'ultimo avete raggiunto un regolare accordo con Spazio Quadriphonic. Sul 30 invece...

So cosa vuol dire: Si è affacciata un'altra emittente e cioè Telenova.

C'è stata dunque un'invasione di frequenza?E da che parte?

Nessuna invasione di frequenza. Telenova non trasmetteva da tempo. Quando noi siamo entrati sul 30, questo era libero. E' successo che, in concomitanza con la nostra uscita, questa emittente si è riaffacciata.

Forse quelli di Telenova sono di parere diverso. Avete preso contatti?

Siamo in causa. Da parte nostra siamo convinti di avere agito sempre correttamente.

Così, Alessandro Perrone,l'ex proprietario de "Il Messaggero", ha deciso anche lui di buttarsi nelle televisioni private...

Non si tratta affatto di una decisione dell'ultima ora, come si nota in altri casi. Perrone ha al suo attivo, una esperienza pluriennale nelle telelibere, una esperienza che , da molti punti di vista, puo' essere considerata esemplare.

Intende riferirsi a "TVS" di Genova collegata appunto al "Secolo XIX".

Appunto. Un'emittente che si è conquistata una larghissima udienza grazie al modo in cui è gestita.

Com'è nata la R.T.I?

Occorre distinguere tra la R.T.I e la R.T.I.D

...dove D stà per distribuzione...

Appunto. La R.T.I.D, società per azioni di cui è presidente Alessandro Perrone(amministratore delegato è Carlo Perrone) organizza, sulla base di programmi propri, una ventina di emittenti.

Una per regione,praticamente.

Più o meno. I programmi, che attualmente abbiamo disponibili, sono stati importati direttamente dall'America. Anche il doppiaggio è stato curato da noi, con la collaborazione della cooperativa doppiatori(C.D.C)

Molti altri importano dagli U.S.A...

Non confondiamo col Giappone. Finora dagli U.S.A comprava solo la RAI. Gli States non consideravano le telelibere un partner di affari attendibile.

Pensavano che le emittenti private...

...fossero costituite in buona parte da ladroni di film e improvvisatori.

Mentre ora invece?

Grazie alla R.T.I.D( e R.T.I la rappresenta qui nel Lazio) per la prima volta il mercato americano è stato aperto all'emittenza privata.

Quali programmi originali affluiranno in virtù di questo accordo?

Sarebbe troppo lungo elencarli. Basti un esempio:arriveranno molti fumetti di Stan Lee.

...il creatore de "L'Uomo Ragno".

Proprio lui. Avremo in esclusiva "Capitan America" e "L'Incredibile Hulk".

E per quanto riguarda lo sport?

Per quanto riguarda lo sport avremo riprese di interesse mondiale grazie all'accordo con la CBS e con Sabatini. Per fare un esempio:abbiamo già dato Shavers-Holmes e Mattioli-Mc Cullam. Allo stesso livello ci muoveremo per quanto riguarda telefilm e filmati di vario genere.

Si dice che oggi il pubblico televisivo più importante(non solo per quanto riguarda la quantità,ma anche per la facile accontentabilità) sia rappresentato dai bambini. Ci avete pensato?

Sì, e anche qui abbiamo preferito puntare sulla qualità. Accanto ai cartoni animati giapponesi,oggi abbastanza diffusi, offriremo cartoni originali americani.

Naturalmente dietro tutta l'operazione c'è anche una società pubblicitaria.

E' la GPE del gruppo Mondadori.

"Rete Televisiva Italiana" è un titolo un po' magniloquente. Volete fare concorrenza alla RAI?

Dio ci guardi. Sarebbe un' ulteriore prova di quella velleitaria faraonicità che ha spinto alla rovina già troppi imprenditori privati. Nessuna delle nostre reti indipendenti puo' vantare 10.000 dipendenti come la RAI. La strada delle telelibere deve essere ben diversa.

Quindi programmi originali. Ma soltanto programmi importati?

No,molti saranno anche di nostra produzione. La regola dovrà sempre essere:economicità,contenimento dei costi.

E anche professionalità...

Soprattutto professionalità. Non c'è più spazio per giocare nell'etere.

Anche Berlusconi, il costruttore di Milano 2 si è messo su questa strada.

Noi non possiamo vantare come un lui, un teatro capace di ospitare 3000 persone. Diciamo che vogliamo dimostrare che un'onesta tv "commercial"(nel significato americano) puo' reggersi senza finanziamenti occulti.

Non vi proponete quindi finalità egemoniche.

Al contrario.Abbiamo dimostrato agli U.S.A che le telelibere italiane possono costituire un interlocutore serio. Bene si tratta di estendere e razionalizzare il mercato delle emittenti private italiane.

C'è quindi posto per tutte...

Certo. Anche per le piccole emittenti. Purché gestite in modo corretto, è evidente, sia dal punto di vista commerciale che da quello dei programmi.

Anche voi avete paura del terzo canale RAI?

Assolutamente. Purché i segnali siano ben tarati, lo spazio esiste per tutti.

E per quanto riguarda la proposta della F.I.E.L di lasciare alla RAI soltanto il canone di abbonamento, riservando a tv libere e giornali la pubblicità?

Si tratta di una proposta astratta,praticamente irrealizzabile.

In quale orbita politica si colloca la R.T.I?

In un'orbita che definirei garantista. il pluralismo,reale, è implicito in un'azienda che vuol reggersi con i suoi mezzi, in ragione della funzione che riesce a svolgere presso il pubblico. Inoltre nella R.T.I S.p.A è presente anche un piccolo azionariato, che riesce a pesare per la sua parte.

Interrompere i film per trasmettere pubblicità?

No.

E per quanto riguarda il rispetto di orari e programmi?

Ripeto: senza professionalità oggi non esiste più nessuna prospettiva. E non solo nel campo delle televisioni private.



Buona lettura.



:wink:
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