"Intervista" ad Alessandra Valeri Manera(La Stampa-1991)
Inviato: gio giu 27, 2013 1:33
Segnalo il seguente articolo dell'epoca, tratto da un numero storico de "La Stampa", datato mercoledì 1° maggio 1991 a pag.19.
In pieno periodo inerente al telefilm "Arriva Cristina" con in progetto il secondo telefilm "Cristina" senza contare il "Cristina D'Avena e i tuoi amici in tv 5" che vendette ben 70.000 copie.
Il titolo dell'articolo è: "L'autrice delle canzoni" con sottotitolo "Il nostro lavoro?E' sociologico".
Avverte una canzone: «Non conosci dubbi/forse è gioventù». Sentenzia un'altra: «L'amicizia è davvero preziosa». Ottimismo, speranze, allegria, affetti: ecco il mondo di Cristina D'Avena, volto felice di un'età, di una generazione, voglia di vita e slancio verso il futuro. Successo eccezionale. E di chi il merito? Del viso pulito della cantante? delle armonie semplici e gradevoli? O proprio dei contenuti, di quei temi raccontati nella loro veste più positiva? «Dell'amalgamarsi perfetto di tutti gli elementi», sostiene Alessandra Valeri Manera, autrice dei testi di Cristina (circa duecento). E aggiunge: «Il successo non è divisibile in spicchi. Quello che deve funzionare è l'insieme. Si riesce quando ogni elemento è perfetto e ben legato a tutti gli altri».
Circa 200 brani, con le musiche di Carucci, Massimiliano Pani, del maestro Draghi. Due filoni: quello delle sigle di cartoni animati e quello delle canzoni inserite nei telefilm interpretati dalla cantante. Dice la Valeri Manera: «Per le sigle si lavora sulla storia dei personaggi, ma senza farne un riassunto, si scrive sui temi, sugli elementi caratterizzanti». E si raggiunge la fascia più giovane, quella che parte dai quattro anni d'età. Ma il pubblico arriva fino ai 15 anni («Poi comincia il successo di Marco Masini»). Ecco, per loro, titoli come «Belli dentro», «Crescerai», «Provaci pure tu», «Ci vuol coraggio». Racconta la Valeri Manera: «Si cerca nelle problematiche di quelle diverse fasce, si prende suggerimento dalle diverse età, dalla conoscenza delle esigenze e delle ansie di quella generazione, conoscenza che viene da un lavoro attentissimo, direi sociologico». Qualche esempio: «Io sono Cristina/in me scoprirai/che mi piace cantare/scherzare, sognare/son fatta così». Oppure: «Studio medicina/all'Università/non mi sveglio la mattina». E ancora: «Nella mia famiglia tanto affetto c'è/che ci intendiamo a meraviglia/rido quando canto/mi diverto tanto/tanti amici no sempre accanto».
Insomma, tutto ciò che i ragazzini vorrebbero essere o avere. C'è chi muove accuse di eccesso di «positività», ma l'autrice replica: «Il fatto è che Cristina è così, quindi canta con sincerità». Rimane legittimo chiedersi quanto ci sia di verità e quanto di lavoro a tavolino. La Valeri Manera è lapidaria: «Si scrive perché si ama scrivere e si ama quello che si scrive. Credo che altrimenti non nascerebbe mai un successo. Io sono molto interessata al sociale e lo trasmetto nei brani con maggior ricerca. E comunque il sociale entra anche nei brani dei cartoni». Allora di questo successo non vuole prendersi un pizzico di merito? «Il successo deriva dal fatto che Cristina canta per i bambini credendoci, ha grande professionalità e tutto il team crede in quello che fa».
Agli interessati auguro una buona lettura.

In pieno periodo inerente al telefilm "Arriva Cristina" con in progetto il secondo telefilm "Cristina" senza contare il "Cristina D'Avena e i tuoi amici in tv 5" che vendette ben 70.000 copie.
Il titolo dell'articolo è: "L'autrice delle canzoni" con sottotitolo "Il nostro lavoro?E' sociologico".
Avverte una canzone: «Non conosci dubbi/forse è gioventù». Sentenzia un'altra: «L'amicizia è davvero preziosa». Ottimismo, speranze, allegria, affetti: ecco il mondo di Cristina D'Avena, volto felice di un'età, di una generazione, voglia di vita e slancio verso il futuro. Successo eccezionale. E di chi il merito? Del viso pulito della cantante? delle armonie semplici e gradevoli? O proprio dei contenuti, di quei temi raccontati nella loro veste più positiva? «Dell'amalgamarsi perfetto di tutti gli elementi», sostiene Alessandra Valeri Manera, autrice dei testi di Cristina (circa duecento). E aggiunge: «Il successo non è divisibile in spicchi. Quello che deve funzionare è l'insieme. Si riesce quando ogni elemento è perfetto e ben legato a tutti gli altri».
Circa 200 brani, con le musiche di Carucci, Massimiliano Pani, del maestro Draghi. Due filoni: quello delle sigle di cartoni animati e quello delle canzoni inserite nei telefilm interpretati dalla cantante. Dice la Valeri Manera: «Per le sigle si lavora sulla storia dei personaggi, ma senza farne un riassunto, si scrive sui temi, sugli elementi caratterizzanti». E si raggiunge la fascia più giovane, quella che parte dai quattro anni d'età. Ma il pubblico arriva fino ai 15 anni («Poi comincia il successo di Marco Masini»). Ecco, per loro, titoli come «Belli dentro», «Crescerai», «Provaci pure tu», «Ci vuol coraggio». Racconta la Valeri Manera: «Si cerca nelle problematiche di quelle diverse fasce, si prende suggerimento dalle diverse età, dalla conoscenza delle esigenze e delle ansie di quella generazione, conoscenza che viene da un lavoro attentissimo, direi sociologico». Qualche esempio: «Io sono Cristina/in me scoprirai/che mi piace cantare/scherzare, sognare/son fatta così». Oppure: «Studio medicina/all'Università/non mi sveglio la mattina». E ancora: «Nella mia famiglia tanto affetto c'è/che ci intendiamo a meraviglia/rido quando canto/mi diverto tanto/tanti amici no sempre accanto».
Insomma, tutto ciò che i ragazzini vorrebbero essere o avere. C'è chi muove accuse di eccesso di «positività», ma l'autrice replica: «Il fatto è che Cristina è così, quindi canta con sincerità». Rimane legittimo chiedersi quanto ci sia di verità e quanto di lavoro a tavolino. La Valeri Manera è lapidaria: «Si scrive perché si ama scrivere e si ama quello che si scrive. Credo che altrimenti non nascerebbe mai un successo. Io sono molto interessata al sociale e lo trasmetto nei brani con maggior ricerca. E comunque il sociale entra anche nei brani dei cartoni». Allora di questo successo non vuole prendersi un pizzico di merito? «Il successo deriva dal fatto che Cristina canta per i bambini credendoci, ha grande professionalità e tutto il team crede in quello che fa».
Agli interessati auguro una buona lettura.