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La "femminilizzazione" dei cartoni animati giapponesi(1985)

Inviato: mar mar 05, 2013 17:04
da manuele
Secondo un articolo de "La Stampa" dell'epoca, nel 1985 i cartoni animati robotici erano ormai stati accantonati quasi definitivamente da altri cartoni animati giapponesi realizzati per un pubblico prevalentemente femminile come "Georgie","Il grande sogno di Maya" o "Pollon combinaguai".

Ecco l'articolo in questione:

E Mazinga se ne va in pensione. Tanto meglio perché forse faceva male ai bambini. Durante gli anni del boom suo e dei suoi consimili Jeeg, Ginguiser, Astrorobot, Astroganga e mille altri, si erano scatenate le polemiche da parte di animosi comitati di mamme che denunciavano il dilagare della violenza dei nuovi cartoni animati sostenendo che, oltre che profondamente diseducativi, potessero anche risultare nocivi al subcosciente del piccoli telespettatori. Gli psicologi risposero che in linea di massima l'effetto più evidente e immediato di Mazinga e compagni era quello di alimentare un'industria del giocattolo che per qualche anno invase le vetrine con robot di ogni tipo e prezzo caduti in disgrazia attorno all'82 e quest'anno inspiegabilmente ritornati in auge. Poi qualcuno fece notare (chi ha figli sui sette anni può fare una semplice verifica a casa) che gli incubi notturni dei bambini cresciuti a colpi di cartoni-robot giapponesi sono popolati di mostri spaziali e astronavi e il partito degli anti-Mazinga sembrò aver ottenuto, anche se tardi, un riconoscimento delle sue ragioni. La realtà secondo altri però è diversa: gli incubi infantili ci sono sempre stati, e la loro «lettura» in chiave di cartoni animati robotizzati è soltanto il frutto di una rielaborazione che i bambini, da svegli, mettono in atto per meglio chiarire e in qualche modo «dominare» le loro paure inconsce. I contestati robot orientali comunque sono finiti sulle tv private di seconda schiera, mentre Rai e network berlusconiani, attentissimi (soprattutto gli ultimi) ad evitare di urtare la sensibilità delle famiglie, si sono orientati su avventure disegnate di tutt'altro tipo.

Tra Raiuno, Raidue, Rete 4 e Italia 1, la settimana televisiva media propone un totale di quasi 24 ore consecutive di cartoni animati, generalmente programmati attorno alle 16 e prodotti nel novanta per cento dei casi dalla giapponese Toei, azienda leader nel settore, che da un decennio ha stracciato anche negli Stati Uniti la supremazia delle nordamericane Walt Disney e Hanna & Barbera. I bambini italiani trascorrono mediamente ottocento ore all'anno a scuola, mentre ne passano mille circa davanti alla tv. Di queste mille ore la maggior parte è dedicata al consumo di cartoni animati, secondo una classifica abbastanza verosimile che vede al primo posto dell'audience il network Italia 1 e agli ultimi posti il grande calderone delle tv locali, alcune delle quali pomeridianamente toccano primati di quattro ore filate di cartoni. Se Raiuno, per scelta precisa, dopo le polemiche anti-robot rifiuta di mandare in onda prodotti giapponesi (attualmente il primo canale nazionale programma un solo cartone, il noiosissimo Richie Rich, storielle comiche di un bambino multimiliardario firmate da Hanna & Barbera), tutti gli altri canali di norma acquistano materiale dalla Toei di Tokyo. Ne derivano effetti anche curiosi, primo di tutti quello della crescente «femminilizzazione» dei cartoni. In Giappone si è scoperto che sono più le bambine dei bambini a guardare i cartoni. Conseguentemente la Toei ha prodotto più storielle per bambine che storielle per bambini.


Il cartone delle 20 di Italia 1 da mesi vede alternarsi, un giorno l'una, un giorno l'altra, due vicende diverse con protagoniste femminili, storie d'amore di norma complicatissime e situazioni da telenovela brasiliana sovente rubacchiate alla letteratura minore europea del secolo scorso (sulla quale, com'è noto, non si pagano diritti d'autore). In questi giorni si parla di Maya, giovanissima aspirante attrice che per realizzare il suo sogno scappa di casa, si unisce alla compagnia di un'ex diva in decadenza professionale e fisica, è corteggiata da un anonimo ammiratore (che si rivelerà nel finale) e arriva al successo facendo la parte della bambina cieca e sordomuta in «Anna dei miracoli». Nelle settimane scorse l'eroina dell'ora di cena si chiamava invece Lady Georgie, si struggeva per amore, causava la morte di crepacuore della mamma, e girava travestita da uomo (per nascondersi) suscitando involontariamente la passione di una ragazza. Al pomeriggio, sempre su Italia 1, il top del gradimento è rappresentato da Pollon, vicenda incentrata stavolta nientemeno che sulla figlia di Apollo, fra dei greci che ricordano i marvel-man dei fumetti statunitensi, dotati di ultrapoteri e piuttosto dispettosi, ma Nanà Supergirl tiene bene, e non si è ancora spento l'eco del crudelissimo Mimi e la nazionale di pallavolo, terribile vicenda di studentesse impegnate in un torneo di pallavolo al quale debbono subordinare affetti, ambizioni e qualsiasi altro aspetto della loro vita come tante samurai in gonnella.


Canale 5 non manda in onda cartoni animati da anni, mentre Rete 4 alterna un po' di Giappone ai vecchi best-seller americani alla Uomo ragno e Flash Gordon, passati in secondissimo piano nei gusti infantili che, avventura per avventura, preferiscono orientarsi sul telefilm d'azione per i più piccoli alla A-Team o Hazzard. Raidue ha abbandonato da tempo il Giappone, e il suo attuale Il cucciolo, vanta il marchio Mgm ed è un ennesimo romanzone a puntate imperniato sulle vicende di Jody, povero figlio di farmer statunitensi dell'Ottocento. La curiosità maggiore nel campo dei cartoni viene sempre dalla Toei e non apparirà mai sul nostri televisori. Si tratta di un serial per bambini dal nome impronunciabile che assomiglia a Cuore (già tradotto in cartone dalla stessa casa con sfondi torinesi e qualche perdonabile svarione) ma visto in chiave boccaccesca per i figli di un Paese dove i tabù sessuali sono questione di educazione e non di morale. C'è una maestra che è una sorta di bomba del sesso, e ci sono alunni porcelloni che si divertono in mille modi a costringerla ad estemporanei strip. In Giappone lo programmano al pomeriggio, da noi andrebbe in onda dopo mezzanotte.

Forse non avevano ben compreso come i cartoni robotici fossero ancora seguitissimi nelle private e come abbiano caratterizzato la vita dei bambini dell'epoca sino alla prima metà degli anni 90.

:wink:

Re: La "femminilizzazione" dei cartoni animati giapponesi(19

Inviato: mar mar 05, 2013 17:32
da ufo allarme rosso
manuele ha scritto:Secondo un articolo de "La Stampa" dell'epoca, nel 1985 i cartoni animati robotici erano ormai stati accantonati quasi definitivamente da altri cartoni animati giapponesi realizzati per un pubblico prevalentemente femminile come "Georgie","Il grande sogno di Maya" o "Pollon combinaguai".

[...]

Forse non avevano ben compreso come i cartoni robotici fossero ancora seguitissimi nelle private e come abbiano caratterizzato la vita dei bambini dell'epoca sino alla prima metà degli anni 90.

:wink:
Vero, ma evidentemente per il compilatore dell'articolo facevano testo soprattutto la Rai e i network, segnalando un fenomeno piuttosto evidente e noto, dato che la grande stagione dei robottoni si era già conclusa intorno al '82, come dice lo stesso articolo.

Re: La "femminilizzazione" dei cartoni animati giapponesi(19

Inviato: mar mar 05, 2013 17:36
da manuele
Si riferisce ai network di Berlusconi visto che Euro Tv trasmetteva "Jeeg Robot" più o meno in quel periodo.

Poi non potevano sapere che presto sarebbero nati "Italia 7","Junior Tv" ecc ecc...che avrebbero riproposto gli anime robotici a livello nazionale.

Re: La "femminilizzazione" dei cartoni animati giapponesi(19

Inviato: mar mar 05, 2013 18:42
da Desty Nova
manuele ha scritto:Secondo un articolo de "La Stampa" dell'epoca, nel 1985 i cartoni animati robotici erano ormai stati accantonati quasi definitivamente da altri cartoni animati giapponesi realizzati per un pubblico prevalentemente femminile come "Georgie","Il grande sogno di Maya" o "Pollon combinaguai"
Secondo me di Georgie non conoscevano bene la storia :roll:

Re: La "femminilizzazione" dei cartoni animati giapponesi(19

Inviato: mar mar 05, 2013 20:31
da manuele
Certo.Come più o meno in tutti gli articoli dell'epoca.

Si tendeva a generalizzare.

I cartoni animati robotici erano il "demone" da annientare.

Georgie appariva più innocuo e dunque faceva meno paura all'epoca e veniva "con ignoranza" classificato come "cartone animato per bambine".


Solamente negli anni 90 vennero introdotte delle censure al cartone animato in questione.

Re: La "femminilizzazione" dei cartoni animati giapponesi(19

Inviato: mer mar 06, 2013 7:58
da AlessioP
Semplicemente prima avevano importato cartoni derivati da manga, "mecha", tra l'altro come avete giustamente detto voi, niente affatto scomparsi, e poi quelli derivati da manga "shojo", ma forse ormai è difficile pretendere rigorosità e informazione corretta dal giornalismo italiano (con tutto il rispetto per i giornalisti presenti sul forum).

Re: La "femminilizzazione" dei cartoni animati giapponesi(19

Inviato: mer mar 06, 2013 16:33
da ufo allarme rosso
AlessioP ha scritto:Semplicemente prima avevano importato cartoni derivati da manga, "mecha", tra l'altro come avete giustamente detto voi, niente affatto scomparsi, e poi quelli derivati da manga "shojo", ma forse ormai è difficile pretendere rigorosità e informazione corretta dal giornalismo italiano (con tutto il rispetto per i giornalisti presenti sul forum).
E' vero comunque quello che ha detto Manuele sulla successiva ripresa dei "mecha" da parte dei nuovi network minori, con cui il genere ha avuto una perpetuazione nella memoria dei ragazzi più giovani, ma è innegabile che a livello di diffusione anche del merchandising i tempi erano cambiati. D'altra parte, l'analisi giornalistica era falsata sia dalla non conoscenza reale dell'altro genere, per certi versi comprensibile, sia dal non considerare che altri generi tendenzialmente maschili avevano già raccolto o stavano per raccogliere l'attenzione del pubblico più giovane (vedi "L'Uomo Tigre", Holly e Benjii", volendo le varie "Time Bokan"...).

Re: La "femminilizzazione" dei cartoni animati giapponesi(19

Inviato: mer mar 06, 2013 18:07
da manuele
La diffusione televisiva era la medesima visto che si trattava di una messa in onda a livello nazionale esattamente come quando andavano in onda su Italia 1 o su Retequattro.

L'articolo è risalente a lunedì 10 giugno 1985.

Nel settembre dello stesso anno "Euro Tv" mandava in onda "Baldios" che si trattava di un cartone animato robotico.

Re: La "femminilizzazione" dei cartoni animati giapponesi(19

Inviato: dom mar 10, 2013 15:45
da manuele
E due anni dopo, domenica 30 agosto 1987,proseguiva la crociata contro gli anime robotici ribadendo la "purezza" di cartoni animati come "Georgie".

Le lame rotanti di "Mazinga" e i duelli spaziali di "Goldrake" hanno lasciato il campo alle storie un po' zuccherose di "Remì" e "Lady Georgie": è la rivincita dei "Senza famiglia" sui robot aggressivi, un nuovo modello di comportamento che dai cartoons si riversa via video sui bambini. Chiunque abbia un po' di dimestichezza con i serial televisivi sì era già accorto del mutamento in corso, ma ora è venuta anche l'autorevole conferma dal Censis, il centro di ricerche diretto dal sociologo De Rita. In una indagine che ha coperto un arco di due mesi, sono stati censiti 204 episodi di cartoni animati, divisi in 27 serie, trasmessi fra le 14:30 e le 20:30 dalle emittenti nazionali: Raiuno, Raidue, Italia 1, Retequattro e Canale 5. Divise le storie in quattro generi, ne è nata una classifica piuttosto sorprendente: in testa (con il 49%) gli episodi «romantici», seguiti da quelli «avventurosi» (23%), «fantastici» (19,1%) e «sportivi» (8,9%). Il genere «romantico» predilige temi sentimentali, appassionati ed atmosfere di sogno: la stazione televisiva più caramellosa è Italia 1, che manda in onda, al 61,2 per cento, questo tipo di episodi, mentre Raiuno e Raidue sono più orientate verso i generi «avventuroso, e «fantastico». L'emittente di Berlusconi è anche quella che (nella fascia considerata dal Censis) trasmette più cartoni animati: 2 ore e mezzo di programmazione al giorno. Sui 204 episodi, 152 (il 74%) sono stati trasmessi da Italia 1, anche perché Canale 5 e Retequattro non hanno cartoni nel loro palinsesto. Secondo la ricerca, zeppa di dati e percentuali, si notano cambiamenti che, anche se talvolta poco coerenti, tentano di modificare i modelli di comportamento in senso più moderno. Ecco quindi tornare valori che parevano dimenticati, come la famiglia, la natura, l'autodeterminazione dei bambini, le problematiche individuali e di realizzazione personale. Si sa, spesso il tv color è una sorta di "balia elettronica". I ragazzi passano, purtroppo soli, ore e ore davanti al video. E gli spettacoli preferiti dagli "under 14" sono proprio i cartoons. Di qui i rischi più volte ricordati da educatori e psicologi: fra le tante accuse alla televisione, forse la principale riguarda la carica di aggressività che può inculcare. Dall'indagine emerge invece che ora le manifestazioni violente sono descritte poco realisticamente e non dettagliatamente nel 52.3% dei casi, anche se "si colgono gli aspetti di una violenza meno fisica ma più subdola, di tipo psicologico". Gli eroi di carta oggi nascono spesso da sofisticate ricerche di mercato condotte dalle multinazionali del giocattolo, con i copy-writers che creano in un sol colpo vicende, pupazzi da vendere, fumetti e serie televisive per sfruttare fino in fondo un'idea. Perciò, forse, i creativi oggi sono più cauti, sia in Giappone sia negli Stati Uniti, perché devono rivolgersi a platee sterminate di "piccoli fans". Allora, i genitori non devono più preoccuparsi? I pericoli oggi sono minori? Secondo la professoressa Tilde Giani Gallino, docente all'università di Torino di psicologia dell'età evolutiva e autrice di un recente studio sul Fascino dell'immaginario (edito dalla Sei), le famiglie non devono affatto abbassare la guardia. Da una lettura dei dati raccolti dal Censis dice la psicologa, attenta studiosa del mondo delle fiabe emerge che ora il bambino è piuttosto la vittima di un progetto industriale e commerciale. Si trova tra le mani un oggetto che riproduce lo stesso personaggio che vede sullo schermo di casa, in immagini piuttosto povere e fisse, con una animazione rudimentale. Tutto ciò riduce di molto la sua fantasia. Il film di Biancaneve ha appena compiuto cinquantanni. Mickey Mouse nacque nel 1928, Donald Duck nel 1934: allora l'abilità di Walt Disney e dei suoi animatori aveva costi che oggi le grandi produzioni non possono più sopportare e chi ci rimette, ancora una volta, è il piccolo "videodipendente". Però i contenuti di questi cartoons (aggiunge Tilde Giani Gallino) sono migliorati, è vero, si sono adattati a quelli delle fiabe nate nei Paesi del Nord negli Anni 30, con personaggi come Bibi e Pippi Calzelunghe. I protagonisti non sono principesse, draghi e cavalieri, ma bambini che vogliono agire da soli, anche senza i genitori, spesso morti o comunque lontani. Il protagonista scopre perciò il valore dell'autonomia e le sue capacità. Insomma, la famiglia esiste, ma è un ente del quale si è persa la concretezza, mentre sono positivi i personaggi dei coetanei di questi nuovi mini-eroi. E la famiglia, secondo lo studio Censis, diventa un valore interiorizzato: emerge attraverso i dialoghi, le fantasie ed i rimpianti un desiderio di unione: infatti il nucleo familiare è incompleto nel 67.5% dei casi. Di qui. la prevalenza dell'autodirezione nei rapporti adulto-bambino (nel 37.8%) e della sfera individuale (40.7%). Soprattutto attraverso il genere «sportivo» passa invece il messaggio più sottile, che può avere una doppia lettura: le ragazze di una squadra di pallavolo, pur di poter raggiungere la notorietà e il successo per mezzo della vittoria, sono disposte ad accettare qualsiasi imposizione, annota il Censis. E commenta la psicologa: Se il bambino, di fronte a queste immagini, ha di fianco una "guida di lettura" del genitore adulto, può anche avere un messaggio positivo, capire che nella vita e a scuola dovrà rispettare delle regole. Altrimenti non capirà le ragioni di quelle cattiverie. Ma quanti avranno il tempo per stare accanto al figlio davanti al televisore?

E intanto, lo stesso giorno, su Euro Tv, alle ore 18:30, "Voltron" la faceva da padrone.

Re: La "femminilizzazione" dei cartoni animati giapponesi(19

Inviato: dom mar 10, 2013 21:14
da manuele
E tanto per esagerare segnalo che nello stesso mese, su Euro Tv,alle ore 16:30,andava in onda "Devilman" che, nonostante non fosse un cartone animato robotico, non era certo un cartone animato per bambini.