Ma infatti l'articolo o meglio l'intervista, a mio avviso, si riferiva chiaramente a quella parte che simula i cori da stadio. E' forse il modo in cui è scritto che confonde le idee: o l'intervistatore e l'intervistato non si sono capiti, o la cosa risulta più chiara dall'intervista stessa, più che dall'introduzione. Bisogna anche considerare che il "Viva Viva ecc." è cantato o inciso in modo che potrebbe sembrare dire tanto "il goleador" quanto "el goleador" o "un goleador" (forse più " u' " oppure " o' ").
Ho recuperato il tutto da web.archive.org:
https://web.archive.org/web/20071011070 ... ?ArtID=203
Mi accorgo però che il file audio è nell'obsoleto formato .ram che non so quanti potranno eseguire o se sia ormai impossibile farlo.
Comunque, la storia è che Oscar Prudente scrisse su dei foglietti una serie di parole casuali che potevano sembrare frammenti di cori da stadio e, credo, qualche semplice onomatopea, poi raccolse, mi pare, un gruppetto di impiegati di vario tipo della casa discografica cui distribuì quei foglietti e diede apposite istruzioni, così da produrre un coro "non sense" che richiamasse direttamente quelli da stadio, senza che risultasse intellegibile.
Praticamente un effetto "ritmico-descrittivo", se posso inventarmi una definizione, che a mio parere può combaciare solo con quella parte "gridata" del brano piuttosto che col coro cantante.
C'è anche la possibilità che il Maestro Prudente, in seguito, abbia voluto codificare nella parte del "Viva Viva" quella che potrebbe essere nata come un'onomatopea, ma che all'opposto già nel disco si canti "goleador" mi pare evidente e intenzionale fin da quando la sigla fu composta e incisa, considerata la committenza e la destinazione finale.