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Una città in fondo alla strada

Inviato: mer dic 21, 2011 15:22
da Calimero69
Qualcuno ricorda lo sceneggiato "Una città in fondo alla strada"? L'interprete principale era Massimo Ranieri.
Lo vidi nel 1975 mentre mi trovavo "recluso" in una colonia marina (avevo 6 anni e non fu per me un'esperienza positiva :().
Dello sceneggiato ricordo soprattutto una scena dove una gru sollevava un tubo di cemento con dentro Ranieri (forse in compagnia di una ragazza), tubo nel quale aveva trovato rifugio la notte.

Re: Una città in fondo alla strada

Inviato: mer dic 21, 2011 15:33
da Calimero69
Ecco un articolo preso dall'archivio on line della "Stampa" del 7 luglio 1975, giorno successivo alla messa in onda della prima puntata dello "sceneggiato":

"E' il momento di Massimo Ranieri attore: al cinema in Salvo D'Acquisto; in teatro, a Spoleto, in Napoli: chi resta e chi parte, spettacolo di Patroni Griffi, che riunisce due atti unici di Viviani ( Caffè di notte e giorno e Scalo di notte ) in televisione da ieri sera, e per cinque domeniche, in "Una città in fondo alla strada", sceneggiato diretto da Mauro Severino e ispirato a un soggetto di Fabio Carpi, Renato Ghiotto e Luigi Malerba. Fa piacere riconoscere che tanto sullo schermo quanto alla ribalta e sul video Ranieri non è un cantante «prestato» ad altre forme di spettacolo: soprattutto al Festival di Spoleto la sua prova d'interprete è apparsa positiva, come fanno fede gli applausi del pubblico e le recensioni lusinghiere. Anche nello sceneggiato che ieri sera ha avuto inizio, il giovane attore è piuttosto bravo, vivace cordiale spontaneo nel disegnare con immediatezza un personaggio di contadino meridionale, Lupo, che con « due soldi di speranza », lascia il lavoro dei campi per avviarsi a conquistare la fortuna al Nord (infatti la sua meta è Milano). Definito dall'annunciatrice «originale filmato». "Una città in fondo alla strada" è un lavoro non privo di qualche impegno nel mostrare la condizione dei rurali del Napoletano e nel dare un tono picaresco alle traversie del protagonista, questo bravo ragazzo al quale le ruspe demoliscono la baracca che gli serviva di abitazione, con la conseguenza di indurlo ad emigrare da una terra non sua, essendo scaduto il contratto a mezzadria. A cavallo, come D'Artagnan nel primo capitolo dei Tre Moschettieri, il giovane Lupo lascia il padre e la ragazza, ambizioso dì diventare a Milano, « la grande città » com'egli la chiama, operaio specializzato. Una contadinella. Chiara, affronta con lui i rischi e le incognite del lungo trasferimento. Dilatata da episodi marginali, la puntata è apparsa un poco lenta. Ma. insieme con quella di Ranieri, l'ha ravvivata la presenza di Giovanna Carola, che dà schietto risalto all'impulsiva Chiara."

Mi piacerebbe rivederlo :-wtchtv)

Re: Una città in fondo alla strada

Inviato: mer dic 21, 2011 16:04
da Calimero69
Sempre dall'archivio della Stampa i resoconti delle altre 4 puntate:

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La Stampa, 14 luglio 1975.

Sensazioni contrastanti per la seconda puntata di Una città in fondo alla strada, l'«originale» diretto da Mauro Severino che la domenica spicca sul Nazionale. Massimo Ranieri e Giovanna Carola non saranno due attori completi ma prestano alla storia contemporanea immaginata da Carpi, Chiotto e Malerba il loro brio scontroso e una naturale simpatia. Inoltre la vicenda dei due innamorati che vogliono lasciare genitori invadenti e abitudini sorpassate per salire al Nord in cerca di fortuna, è così caratteristica del nostro tempo da interessare chiunque abbia un minimo d'attenzione per i fatti di cronaca e di costume.
Al tempo stesso per storie di questo genere sta sempre in agguato il napoletanismo, con l'elogio dei buoni sentimenti e la gioia di vivere, le occhiate ora languide ora infuocate, le frasi pronunciate in aria dì sfida con le mani sui fianchi. E' troppo presto per anticipare un giudizio sull'opera nel complesso, la piccola cafona che ha il coraggio d'indossare la minigonna non è ancora il simbolo di un'Italia nuova.

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La Stampa, 21 luglio 1975.

Nell'ultima parte della puntata di otto giorni fa l'originale televisivo Una città in fondo alla strada si era preso qualche licenza rispetto alla media della produzione per il pìccolo schermo. La bella automobilista Scilla Gabel, investito il baldo motociclista Massimo Ranieri, sembrava provocarlo a una avventura. Non è un fatto di tutti ì giorni vedere una donna ricca che corteggia un giovanotto povero falla Rai). Gli sceneggiatori Martina e Severino si sono innamorati della novità e hanno protratto le schermaglie per oltre mezz'ora della terza puntata in cartellone sul Nazionale. Scilla Gabel si sbilancia, chiama fesso il povero disoccupato che ha promosso suo autista, gli offre da bere in un «tète à-tète». Massimo Ranieri è visibilmente tentato, s'inquieta ma dichiara brusco che lui non ci sa stare « a certi giuochi di società ». Le incertezze (ci sta? non ci sta?) sono trescate da un assurdo tentativo di suicidio dell'innamoratina di Ranieri, interpretata da Giovanna Carola. Ancora carabinieri, ancora litigi. I due partono in moto verso il Nord, che « pare l'America ». Non sarà facile arrivarci, secondo la prevedibile logica degli sceneggiati, perché ad ogni angolo di strada si nasconde una sorpresa. Stavolta è l'incontro con un'olandese in « panne » che promette adeguati sviluppi per la prossima puntata. Concetti sorpassati hanno anche stavolta appesantito la lineare narrazione del regista Mauro Severino. Balena la doppia morale per cui i tradimenti degli uomini non sono gravi come quelli delle donne, si suggerisce che il posto di una brava ragazza è in famiglia e non in fabbrica. Tecnicamente Una città in fondo alla strada regge tuttavia l'impegno della prima serata per la platea festiva.

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La Stampa, 28 luglio 1975.

Nell'episodio di ieri, quarto delia serie e come al solito in prima serata sul Nazionale, gli sceneggiatori Martina e Severino non si emendano dal principale difetto. A volte prolissi (si veda l'intervento di Scilla Gabel nelle puntate precedenti) ora sono reticenti, oscuri. Al «camping» Massimo Ranieri e Giovanna Carola entrano in contatto con un gruppo dì stranieri dall'atteggiamento ambiguo. Nella notte succede qualcosa dì poco chiaro, i due innamorati litigano per questo. Ma dal teleschermo non giunge il minimo aiuto al telespettatore accaldato [...] I due innamorati arrivano a Milano, perdono e trovano lavoro, soprattutto perdono la moto. Ancora strampalate soluzioni del regista Mauro Severino. Ranieri chiede a una signora-bene di non trattarlo con il « tu » (soluzione già adottata quindici giorni fa), la Carola continua a parlare di onore e rispettabilità. Il linguaggio è ricalcato dal repertorio napoletanistico. Quant'è lontana la cronaca.

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La Stampa, 4 agosto 1975.

Sul Nazionale si è concluso, finalmente, con la quinta puntata. Una città in fondo alla strada: una strada che è risultata davvero « lunga lunga lunga » per narrare le traversie di due giovani che vanno su e giù per l'Italia in cerca d'un lavoro. Nonostante le riconosciute qualità letterarie dei tre autori del soggetto (Fabio Carpi, Renato Ghiotto e Luigi Malerba), la cosiddetta «storia» non ha funzionato molto: è apparsa prolissa, stiracchiata, affidata ad un'episodica inattendibile in più punti, specie se si considerano le palesi intenzioni del regista Mauro Severino di tenersi vicino alla realtà. La puntata di ieri ha inizialmente rispedito Lupo e Chiara al Sud dopo la deludente esperienza milanese. Essi non combinano niente nemmeno a Taranto, quindi eccoli di nuovo entrambi in motocicletta verso il Nord. Tappa a Terni, dove per lui e per lei aumenta il numero delle prospettive amare, inserendo fra dì esse anche quella, davvero inopportuna in quel punto, delle nozze tra i due sprovveduti. In extremis eccoli una volta ancora tentati dal miraggio di Torino stavolta. Per un istante tutti avranno temuto che lo sceneggiato ricominciasse da capo, ma la parola « Fine » apparsa di lì a poco sul teleschermo ha fortunatamente allontanato quel pericolo.

Re: Una città in fondo alla strada

Inviato: mer dic 21, 2011 17:01
da galerius
Sì, lo ricordo, l'avevo visto anch'io al mare :wink:
Ne ricordo in realtà poche scene : il baratto del cavallo con una motocicletta, e Ranieri che si risentiva scherzosamente con un ragazzo che aveva fischiato dietro la sua fidanzata.
Allora avevo apprezzato lo sceneggiato ; rivisto oggi...chi lo sa. Comunque Ranieri è molto bravo, ha un talento d'attore non indifferente.

Re: Una città in fondo alla strada

Inviato: mer ago 06, 2014 13:48
da Calimero69
galerius ha scritto:Sì, lo ricordo, l'avevo visto anch'io al mare :wink:
Ne ricordo in realtà poche scene : il baratto del cavallo con una motocicletta, e Ranieri che si risentiva scherzosamente con un ragazzo che aveva fischiato dietro la sua fidanzata.
Allora avevo apprezzato lo sceneggiato ; rivisto oggi...chi lo sa. Comunque Ranieri è molto bravo, ha un talento d'attore non indifferente.
Lo stanno dando in questo periodo su RaiPremium assieme ad altri sceneggiati ritrovati nelle teche, ecco la lista (in costante aggiornamento):
http://www.raipremium.rai.it/dl/Portali ... refresh_ce

Re: Una città in fondo alla strada

Inviato: mer ago 06, 2014 15:22
da mazingerobot
certo che se uno ci pensa, hanno realizzato degli sceneggiati favolosi negli anni '70, magari tecnicamente meno perfetti di quelli di oggi, però che belli!!

Re: Una città in fondo alla strada

Inviato: dom ago 24, 2014 23:31
da Calimero69


Siglo, ma c'hai pure queste? :o