Lo sceneggiato "Diario di un maestro" (Rai, 1973)
Inviato: dom apr 24, 2011 19:05
Giunto a Roma, da Napoli ad anno scolastico iniziato, il maestro Bruno D’Angelo (interpretato magistralmente da un grande Bruno Cirino) inizia questa nuova esperienza didattica nella scuola del quartiere disagiato, Tiburtino III borgata ubicata nella periferia di Roma è in uno stato d’indecoroso abbandono. Poiché la maggior parte degli studenti non sia presente in classe, il docente va alla ricerca e ha l'occasione di constatare con i suoi occhi il degrado del quartiere e dei vari nuclei familiari in cui vivono i ragazzi. I vari metodi che la scuola pubblica gli ha fornito non giovano certamente i ragazzi quindi armato di coraggio e di buone intenzioni cerca di creare un nuovo metodo affinché faccia breccia nella volontà e nel cuore degli studenti. Di questa nuova sperimentazione non è d’accordo il direttore didattico della scuola, abituato ai metodi tradizionalistici del Ministero della Pubblica Istruzione e di seguire un copione dettato dagli organi superiori. Combattendo contro “i mulini a vento”il maestro D’Angelo non si piega e va avanti per la sua battaglia riuscendo a sconfiggere i suoi nemici grazie anche alla caparbietà di quei ragazzi che non gli hanno mai voltato le spalle. La splendida classe è oramai un clan compatto tutti a favore del maestro.Ci avviciniamo agli esami e questa scuola di borgata è purtroppo indietro nel programma scolastico.Una mattina il direttore, dopo aver avuto un colloquio con il docente, è costretto a prendere le sue decisioni. Il maestro con grande dispiacere deve sventolare bandiera bianca ed è costretto ad arrendersi, saluta i ragazzi e riparte per Napoli ma durante il viaggio oltre ad una sterzata alla sua automobile lo fa con il suo orgoglio e l’amore verso i suoi allievi e si ripresenta alla scuola della sua borgata; La giusta riconoscenza del cuore dei ragazzi è quello che più lo conforta: l’altro non conta per nulla.
La regia di questo (non so affatto se chiamarlo sceneggiato) fu realizzato da Vittorio De Seta nel 1972 e il soggetto è stato tratto da un famoso libro di Albino Bernardini intitolato Un anno a Pietralata. Girato in 16 mm e realizzato dalla RAI che lo mandò in onda tra il febbraio e il marzo 1973, raggiungendo un buon successo di pubblico. Notevole come ho scritto all’inizio di questo post l’interpretazione dell’attore napoletano Bruno Cirino, ma è giusto ricordare altre tre figure. Marina Fabbri (appare per pochi minuti nella prima puntata accogliendo il maestro nel corridoio della scuola*era la domestica Amelia nel film di Dario Argento “4 mosche di velluto grigio”.Luciano Tovoli come operatore alla macchina da presa, mentre la sigla era stata eseguita da Fiorenzo Carpi.

La regia di questo (non so affatto se chiamarlo sceneggiato) fu realizzato da Vittorio De Seta nel 1972 e il soggetto è stato tratto da un famoso libro di Albino Bernardini intitolato Un anno a Pietralata. Girato in 16 mm e realizzato dalla RAI che lo mandò in onda tra il febbraio e il marzo 1973, raggiungendo un buon successo di pubblico. Notevole come ho scritto all’inizio di questo post l’interpretazione dell’attore napoletano Bruno Cirino, ma è giusto ricordare altre tre figure. Marina Fabbri (appare per pochi minuti nella prima puntata accogliendo il maestro nel corridoio della scuola*era la domestica Amelia nel film di Dario Argento “4 mosche di velluto grigio”.Luciano Tovoli come operatore alla macchina da presa, mentre la sigla era stata eseguita da Fiorenzo Carpi.