Si parlava di censure nei cartoni giapponesi qui dalle nostre parti, ed è uscito fuori il discorso di Goldrake, dell'interpellanza parlamentare ad esso associato, e di quelli che potrebbero essere gli strascichi da esso derivati nell'immaginario colletivo.
Al che, m'è venuta in mente una cosa che gli ho chiesto: "Se Goldrake non fosse mai arrivato da noi, che sarebbe cambiato negli anni a venire?".
Cerco di farla breve...
Goldrake fu accusato d'essere violento, ...ed effettivamente non era come vedere i Puffi, visto che la violenza c'era.
Il fatto è che la violenza non era fine a sé stessa, ma veniva usata per raffigurare altro, legato alla cultura nipponica: il sacrificio... la sofferenza... la morte, come sono intese dai giapponesi, sono praticamente agli antipodi di come le intendiamo noi.
Manuele giustamente diceva che, se non fosse stato Goldrake, magari sarebbe stato qualche altro cartone a "turbare" l'opinione pubblica, e che questo si sarebbe potuto evitare solo con un acculturamento sull'argomento effettuato a suo tempo.
Mi domando, però, una cosa: il processo che si è instaurato, era comunque inevitabile?
Mi spiego...
I luoghi comuni sono tipici di ogni epoca. Ancora oggi i giapponesi sono quelli tecnologici che s'ammazzano di lavoro (...e che ogni tanto s'uccidono per il senso dell'onore).
Non sono luoghi comuni lontanissimi dalla realtà, ...ma sono comunque banalizzazioni di una cultura molto più complessa.
Poiché la nostra cultura è fortemente derivata da quella statunitense (in senso mediatico, intendo), anche i cartoni ai quali culturalmente ci ispiriamo provengono da lì.
Quindi, visto che ancora oggi ci riesce ostico comprendere la cultura del sol levante, sarebbe stato possibile a suo tempo far accettare prima o poi i cartoni nipponici, senza tutto il caos che s'è creato?...

